Narrativa per l'infanzia
Si tratta di storie dedicate ai più piccoli.
Marco Mazzanti, giovane artista e scrittore, nonché collaboratore della rivista Historica - Il Foglio Letterario, è anche autore di altri romanzi: La nave del destino e Demetrio dai capelli verdi.
I protagonisti di questa affascinante vicenda ambientata in una terra lontana, sono due giovani apparentemente diversissimi, ma in realtà molto simili; uno è Dmtrj, un albino nato cieco che, non appena recupera la vista, scopre l'esistenza di centinaia di colori. Ama dipingere, ma non con i pennelli. Lui dipinge con i coltelli. Dipinge solo i soggetti che attirano la sua attenzione.
L'altro è Scile, figlio di una strega, che si prostituisce per vivere. E vive per vendicarsi.
Le loro strade si incroceranno presto per via della bellissima Asja.
E' una storia di amore, follia e vendetta. Bella e avvincente, anche grazie ad un linguaggio diretto, privo di dettagli inutili o descrizioni superflue. E' una storia originale, grazie alla quale percepiamo tante cose; non solo le sensazioni dei personaggi, ma anche gli odori, i colori che li circondano. Anzi, direi che la vicenda in sè è una profusione di profumi e colori che colpiscono il lettore, colori che diventano più importanti della vita dei protagonisti.
RECENSIONE
VOTO 4/5
Dopo aver letto tre romanzi di Marco Mazzanti, posso confermare la forte valenza per questo autore dei cromatismi nella sua scrittura.
Avevo già descritto “L’uomo che dipingeva con i coltelli" ( link ) (Deinotera Editrice – ottobre 2008) come un romanzo cromaticamente tagliente. Descriveva infatti le sensazioni e le vicende di un ragazzo albino cieco che riacquista la vista a sedici anni e diventa poi un pittore molto particolare.
Ho poi letto “Demetrio dai capelli verdi” ( link ) (Eiffel Edizioni – 2010). Se nell’altro romanzo il protagonista aveva i capelli bianchi, rappresentando quindi un’anomalia cromatica ma restando pur sempre nell’ambito del reale, in quest’altro romanzo, il terzo pubblicato da Mazzanti, Demetrio ha, appunto, proprio i capelli verdi e la sua pelle è azzurrina e lucente. Anche questo personaggio è un diverso e l’unicità del suo colore serve a descrivere con toni da fiaba il disagio di tutti i diversi, ancor più che i problemi del razzismo.
Il terzo romanzo che ho letto di questo giovane autore si intitola “La nave del destino – Asia” ed è edito da Deinotera nell’ottobre 2008.
Anche in questa lunga fiaba troviamo quella che, a tal punto, definirei quasi l’ossessione mazzantiana per il colore dell’epidermide. Asia, la splendida protagonista ha infatti capelli azzurri e quasi trasparenti, come quelli di una fata e lentiggini d’oro. È così bella che deve nascondersi sotto un burqua. Suo padre è un albino.
Anche questa storia, come le altre due, è ambientata in un passato strano, in cui alla Storia vera, appena accennata, si mescola una storia fantastica e fiabesca, peraltro senza alcuna pretesa ucronica. Anche la geografia mescola nomi reali e spesso esotici con altri che riterrei di pura fantasia.
Oltre alla protagonista, la cui bellezza è tanto straordinaria che se solo si sfilasse il burqa sconvolgerebbe il mondo, ci sono altri personaggi da fiaba, quali i tre gemelli dai capelli arancioni (ancora colore!), uno buono, uno cattivo e uno assente e i personaggi del circo, quali la coppia di donne barbute, la bella equilibrista Nina, il mangiatore di spade. Altri hanno connotazioni fantasy, come l’inquietante Garland, l’immortale Re dei Troll e le sue innumerevoli mogli sirene o l’uomo lucertola e suo fratello.
Quella che si svolge è una fiaba, ma sufficientemente lunga e ampia da accogliere tra le sue ali amori corrisposti e non, delitti, avventure, salvataggi, viaggi e altro ancora.
Forse qualche brano scorre un po’ meno di altri e pare superfluo ma nel complesso la storia si legge bene e la seconda parte, con il gemello buono, ormai rimasto solo, che cerca di salvare la bella Asia dalle grinfie di Re Garland, imbarcandosi verso terre esotiche e misteriose, diventa coinvolgente e spinge a leggere velocemente.
Credo che questo romanzo, sebbene pubblicato in contemporanea a “L’uomo che dipingeva con i coltelli”, potrebbe essere il primo scritto da Mazzanti, contenendo in nuce molti elementi degli altri due. È, forse, il più denso, proprio per l’accavallarsi di tante storie, come spesso capita con un’opera prima a un autore prolifico, che ha dentro di sé ancora tanto da narrare. Gli altri due sono più concentrati e lineari.
Lo stile, l’impostazione, il tipo di personaggi e di ambientazioni comunque si mantengono costanti al punto da caratterizzare fortemente e chiaramente questa fase produttiva di Mazzanti, rendendo la sua scrittura (sempre pulita e leggibile) come ben individuabile e riconoscibile. Garanzia questa per quei lettori che, apprezzato uno dei suoi testi, ne vorranno provare un altro.

La storia del piccolo pinguino mi sembra avvincente per i bambini, sia perché presenta la tenerezza dei rapporti di amicizia e d'amore tra genitori-figli-amanti, calibrata nel mondo degli animali e nell'ambiente suggestivo del polo sud, sia per l'idea di vita, come grande avventura, che emerge nel viaggio che Fiocco intraprenderà alla ricerca della sua amata pinguina.
Positivo il fatto che Fiocco abbia bisogno dell'aiuto di Spuma, dei consigli della vecchia balena e anche delle cure di quegli essere spaventosi che sono gli umani per realizzare i suoi progetti... non si diventa eroi da soli!
Di valore il movente che porta Fiocco di neve a decidere di lasciare la colonia in cui è nato e dove vivono anche i suoi genitori e amici: non può, per amore di Ondina, ascoltare i consigli del vecchio pinguino e rassegnarsi al rapimento dell'amica. Per amore si deve rischiare anche la vita!
Apprezzabile il finale: - Vieni, Ondina, andiamo! La vita ci riserva ancora tante avventure!
La lettura apre sempre i propri orizzonti, penso che anche questo libro possa contribuire ad andare oltre i confini del sé per lasciarsi affascinare e ammaliare dal profumo di terre lontane che ci supera sempre!
Chi ha amato la storia del film "Alla ricerca di Nemo" amerà questo libro.
Questa volta però non si tratta di un pesce pagliaccio, ma di un pinguino temerario di nome Fiocco di Neve che, per amore di Ondina, la sua pinguina preferita, affronta l'oceano e la terra oltre i ghiacci, attraverso la Grande Barriera del cimitero delle baleniere. Fino all'incontro ravvicinato con gli umani, che nella colonia dei pinguini sono famosi per essere crudeli e spietati con gli animali indifesi. Presto Fiocco di Neve scopre che ci sono umani cattivi ma ci sono anche quelli buoni, amici dei pinguini; scopre che anche la natura sa essere malvagia e che le orche, seppur grandi e pericolose, si possono affrontare, perché l'amore aiuta a superare anche le difficoltà più estreme. Nel viaggio Fiocco di Neve incontrerà anche una simpatica cucciola di balenottera azzurra, che lo accompagnerà fino alla terraferma e, con una buona dose di "beata" incoscienza, renderà il tutto più divertente e avventuroso. Alla fine del libro Fiocco di Neve è diventato un pinguino adulto, il pulcino con le piume arruffate delle prime pagine si è trasformato in un giovanotto forte e coraggioso, pronto a compiere il passo più importante della sua vita...
Fiocco di Neve e il profumo di terre lontane è un libro scritto con penna gentile, illuminato dai colori di fondo dell'oceano, dei ghiacci e degli animali polari. Un racconto ambientato nel luogo pià freddo della terra e nonostante questo "caldo" e piacevolissimo, da leggere d'inverno sotto lo coperte, da soli o con mamma e papà.
Luli Gabrieli - autrice
Lavora come correttrice di bozze ed editor presso una casa editrice e si interessa di letteratura per bambini. Fiocco di Neve è la storia che avrebbe voluto raccontare ai suoi tre figli quando erano piccoli e che regala adesso a tutti i "cuccioli umani" perché non smettano mai di scoprire quante sorprese ci riserva la vita.
Il brano
"Senti questo odore?" disse Ondina alzando il capo e annusando il vento che andava verso il mare
"Quale?" chiese Fiocco di Neve incuriosito
"Senti. Annusa il vento"
Fiocco di Neve si mise d'impegno ad annusare il vento.
"Non sento niente. C'è il solito profumo meraviglioso di pesce fradicio...e del muschio, dei licheni...non mi sembra che..."
Improvvisamente si bloccò; in effetti nell'aria c'era un altro odore...solo che lui non lo conosceva! Era un odore amarognolo che gli restava in gola; non riusciva più a inghiottire...che strano! Non avrebbe saputo paragonarlo nè al profumo del pesce marcio, nè al profumo dei calamari...nè al profumo delle alghe dell'oceano. Ma cos'era dunque quell'odore?
"Hai capito? - disse Ondina soddisfatta - E' il profumo del tarassaco"
"Il profumo del tarassaco? - ripetà Fiocco di Neve - Non ho mai mangiato questo pesce, il tarassaco"
"Lo credo. E poi non è un pesce ma un fiore"
(...)
"E da dove viene questo tara...che?"
"Tarassaco"
"Lo hai visto?"
"No, ma lo vedrò" rispose Ondina con decisione.
titolo: Fiocco di Neve e il profumo di terre lontane
editore: Deinotera
collana: Il Bassotto
anno: 2010
prezzo: 11 euro
età: da 7 anni

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