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I caffè culturali intervistano Marco Mazzanti

Posted by Deinotera Editrice - www.deinoteraeditrice.com on 03:10 in , , ,

"Chi è Marco Mazzanti?".
Marco Mazzanti:
"Marco Mazzanti è un ragazzo di Roma che ama leggere e scrivere e che nutre moltissimi altri interessi. E' un tipo estremamente attento ed al contempo incredibilmente distratto, spesso con la testa fra le nuvole, immerso nei propri pensieri ed altre volte impegnato in bizzarri viaggi immaginari che lo conducono poi a mettere su carta, scritta o disegnata, le sue fantasie".


I Caffè Culturali:
"Qual è il suo rapporto con le parole?".
Marco Mazzanti:
"Mi piacciono le parole, le sfumature della lingua italiana. Leggo e scrivo sempre con un vocabolario ed una grammatica vicini".


I Caffè Culturali:
"Perché?".
Marco Mazzanti:
"Perchè capita spesso che ci si dimentichi il significato di qualche parola, che venga qualche dubbio".


I Caffè Culturali:
"Quando e perché ha iniziato a scrivere? Come avviene il suo atto creativo".
Marco Mazzanti:
"Inventare storie, fantasticare, dare un volto alle mie fantasie... cose che adoro da sempre e che potrei dire di fare da quando ero bambino. Come avviene il mio atto creativo? Non lo so. Il tutto nasce da piccole cose/rivelazioni di ogni giorno: incontri, dialoghi, sogni, melodie, parole, volti visti di sfuggita, ricordi che rielaborati dopo anni si trasformano in qualcosa di più... A volte basta anche un'emozione, o uno stato d'animo particolare che ti rende propenso a cogliere aspetti della vita quotidiana che solitamente non si percepiscono... ed ecco salta fuori l'ispirazione per qualcosa: poesia, racconto, romanzo, ma anche un disegno, perchè no? Ultimamente sto tenendo un piccolo album dove disegno alberi".


I Caffè Culturali:
"Quando scrive lo fa solo per lei o anche per essere letto da altri?".
Marco Mazzanti:
"Se scrivessi soltanto per me, non avrei accettato di pubblicare. Scrivere (ma anche disegnare, dipingere, comporre poesie, perchè no?) è un modo come un altro per esprimere qualcosa, comunicare, confrontarsi (ma anche per sentirsi apprezzati, perchè la vanità - chi più, chi meno - è in tutti, anche nella persona più modesta). In un certo senso, scrivere (quando lo si fa per gli altri) è una sfida".


I Caffè Culturali:
"In cosa consiste la sfida?".
Marco Mazzanti:
"E' principalmente una questione di feedback e di feeling fra autore e lettore; è ovvio che ognuno ha gusti e pareri differenti e la sfida sta, da parte dello scrittore, nel saper apprezzare i commenti positivi ed accettare quelli negativi (senza risentimento). E poi, del resto, lo scrittore non è anche - e soprattutto - un lettore?".


I Caffè Culturali:
"Come immagina i suoi lettori?".
Marco Mazzanti:
"Ho conosciuto (personalmente e/o in chat) finora solo alcuni dei miei lettori e ciò mi ha riempito di gioia. Si tratta spesso di persone che hanno scoperto i miei libri su internet, oppure di amici di persone che sono mie amiche su myspace. Altre volte - e qui sta la maggior parte di coloro che ho conosciuto - sono autori esordienti come me, conosciuti su Anobii. Tutto questo per dire: perchè immaginare soltanto i propri lettori, quando li si potrebbe conoscere direttamente?" .


I Caffè Culturali:
"Come immagina il suo futuro di scrittore?".
Marco Mazzanti:
"Non lo immagino, non ancora, troppo presto! Penso al presente, senz'altro con la speranza di continuare a scrivere nuovi libri e di crescere attraverso le interviste che faccio sul mio blog".


I Caffè Culturali:
"Perché ha scritto L'uomo che dipingeva con i coltelli?".
Marco Mazzanti:
"Non c'è un motivo particolare che mi abbia spinto a scrivere questo romanzo... "L'uomo che dipingeva con i coltelli" nasce fortuitamente da un brevissimo racconto noir di ambientazione romana che scrissi nel 2007, Riflesso Viola; esso è stato inserito in appendice al romanzo ed è strettamente connesso col quarto capitolo del suddetto... non aggiungo altro, se non che leggerlo potrebbe rivelarsi una vera e propria, piccola sorpresa!".


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PausaLibro recensisce "I due volti della giustizia" di Lorenzo Maggioni.

Posted by Deinotera Editrice - www.deinoteraeditrice.com on 07:20 in , , , , , ,

Finalmente un libro poliziesco ambientato in Italia, tra Genova e Roma per la precisione, con dei personaggi che rispecchiano la nostra cultura e che ci fa sentire a casa. Pacchi bomba fasulli vengono trovati in diverse stazioni ferroviarie sparse per lo stivale. L'ultimo è stato rinvenuto a Genova. Gianni Fino, sostituto procuratore in cerca di gloria, già parte del pool delle bombe ferroviarie, viene chiamato per essere informato dei fatti. Questa volta l'indagine sembra promettere qualche elemento in più rispetto alle precedenti, per cui cerca di "sbarazzarsi" del suo collega, coinvolto sull'inchiesta di Una bomber, sollecitandolo a tornare a Verona dove l'inchiesta del bombarolo sembra essere ad un punto di svolta. Un colpo di fortuna fa sì che pure il suo superiore diretto decida di prendersi un periodo di ferie. Libero così di muoversi a suo piacimento, senza dover condividere gli onori dell'inchiesta con il suo collega, Gianni cerca di coinvolgere un suo amico poliziotto nell'inchiesta. Paolo accetta subito. L'inchiesta si sviluppa sempre più in maniera tentacolare, coinvolgendo poi Gianni in una seconda inchiesta mentre sta a Roma per una riunione del pool. La storia è scritta bene, ogni singolo elemento è necessario alla storia, a partire dal titolo stesso. Il linguaggio utilizzato è l'italiano di tutti i giorni, senza particolari ricercatezze. Sostanzialmente è un giallo simile come stile a quelli di Connelly, anche se condensato in un numero minore di pagine. Libri come questi fanno bene al panorama editoriale italiano!