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Finalmente svelato il mistero della Sibilla Cumana

Posted by Deinotera Editrice - www.deinoteraeditrice.com on 07:18 in , , , , , , ,


Dopo il successo del nostro “Percezioni” 
andato in onda su Steel e Italia 2, siamo lieti di annunciarvi che
Marina Dionisi - autrice de “Il dono di Rebecca” - 
sarà con noi su Italia1 
all’interno della puntata di Mistero di giovedì 13 febbraio 2014.



E fate attenzione perché il servizio si aprirà e si chiuderà con estratti 
de “Il dono di Rebecca” di Marina Dionisi, 
Deinotera Editrice.




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Patrizia Dall'Occa per Agoravox intervista Marina Dionisi

Posted by Deinotera Editrice - www.deinoteraeditrice.com on 06:52 in , , , , ,


Perché tutto il visibile riposa sull’invisibilel’intellegibile sull’incomprensibileil tangibile sull’impalpabileNovalis


Per passione personale, adoro tutto ciò che tratta del paranormale. Quanti avranno amato il Sesto Senso, o The Gift? Con Marina, però, giochiamo in casa. E’ una studiosa dell’Energia e del Paranormale.

Sulle sue conoscenze ha costruito questo libro, che è oltre il semplice "impossibile".

"
Il dono di Rebecca" ha la capacità di catturare il lettore, di insinuare un dubbio, di generare emozioni, di coinvolgere nella storia di una bambina che sotto i nostri occhi diventa donna, affronta la vita con le sue difficoltà, diversa per un dono che potrebbe essere una maledizione ma che, attraverso la mente sottile dell’autrice e il carattere di questa donna "possibile", diviene una parte costante di una vita vissuta in pieno.

Marina, leggo che sei una studiosa dell’Energia e del Paranormale, come appare in quarta di copertina. Cosa vuol dire studiare l’Energia?

Significa scoprire - attraverso studi sulle cellule, studi di biologia, di fisica, di fisica nucleare e chimica, operati da una serie di ricercatori - che, oltre al mondo per così dire "materiale" che risulta visibile e palpabile a tutti, esiste un mondo più difficile da accettare e percepire che vibra intorno a noi, ma che fa parte sempre del mondo materiale; è solo un’altra sua manifestazione. Significa imparare a mettere sempre tutto in dubbio senza lasciarsi trasportare dall’entusiasmo.Ogni scoperta, ogni traguardo devono essere sempre affrontati con metodo, con l’ausilio della scienza, senza dimenticare mai che ciò che si cerca non è tanto la prova dell’energia quanto il suo funzionamento, il suo modo di manifestarsi, la sua regola, ove possibile. L’energia ha varie forme e varie esplicazioni; studiarla significa tentare di trovare sempre su basi e metodi scientifici la sua ratio, il suo ordine, le sue regole. Perché voler credere a tutti i costi ad una cosa non significa che la cosa in questione esista: bisogna provarlo.


Apollo e Deifobe. Un tuffo nella mitologia o in una probabile realtà?

Un tuffo nella mitologia. La figura di Deifobe mi ha sempre affascinata, soprattutto per la sua modernità: una donna che, in una religione di tipo patriarcale, ha il coraggio di rifiutare l’amore del suo dio manifestando la propria individualità e il proprio coraggio. Assolutamente affascinante!E poi la maledizione... tante vite quanti i granelli di sabbia racchiusi nella sua mano.Ecco che da tutto questo ho pensato di far partire una storia diversa, chiedendomi cosa sarebbe stata la Sibilla se davvero avesse vissuto tutte quelle vite. Sarebbe stata una donna come tante con una famiglia, un lavoro, una vita, ma con quel quid in più: l’opportunità di percepire, a contatto con cose, luoghi e persone, la loro storia più profonda.


Il Paranormale nella nostra vita. Per alcuni una certezza, per molti un bluff. Come si possono far collimare queste due realtà assolute?

Sfortunatamente ancora oggi si parla di "paranormale" come di un qualcosa che va oltre la realtà; ancora oggi si crede che con il termine "paranormale" si definiscano tutti quei fenomeni lontani da noi che spesso esulano nell’occultismo.Non è così. Per quanto mi riguarda il paranormale è più vicino ad ognuno di noi di quanto possa sembrare. Anche l’intuizione, il fatto di sapere in anticipo che una persona cara non sta bene, quella che spesso definiamo una forte sensibilità, potrebbe essere definito "paranormale".Il fatto grave è che sfortunatamente sono ancora pochi quelli che lo studiano seriamente. E’ più facile incontrare - ed è brutto a dirsi - molti buffoni che usano la parola "paranormale" per scopi illeciti.Personalmente ho avuto la fortuna di conoscere il grande studioso bolognese Piero Cassoli, psichiatra, uomo di grande scienza e grande cultura che ha sempre studiato i fenomeni paranormali con serietà, metodo e professionalità: l’unico modo per arrivare a risposte serie e non ad inutili ipotesi.


Una vita e mille possibilità. Credi che il nostro cervello possegga facoltà realmente non utilizzate che ci potrebbero permettere un’esistenza differente?

Credo che il cervello sia uno degli organi che ancor oggi può riservarci un’infinità di sorprese. Credo che vi siano una serie di facoltà inesplorate che possediamo e che sfortunatamente abbiamo lentamente perso. Sì, credo che recuperare alcune di quelle facoltà potrebbe rendere diversa la nostra vita.


Veniamo al libro. Per me una meraviglia. Sono rimasta coinvolta dalla storia al punto da sentirmene una parte. Era come assistere all’avventura nel mondo reale. Insomma, un romanzo che parla di altro, ed al contempo è perfettamente reale. Sei cosciente di avere creato un piccolo gioiello della nostra letteratura?

Sono commossa e non so come ringraziarti per le tue parole! No, non sono cosciente di aver creato un piccolo gioiello. Volevo solo raccontare la mia realtà, una realtà diversa, vicina e lontana allo stesso tempo. Non un paranormale spaventoso e spettacolare, ma intimo e riconoscibile. E, qualora sia riuscita anche in piccolo ad aver raggiunto tale meta, ad esser riuscita a far partecipe il lettore di questo tipo di realtà, ne sono felice! Quindi le tue parole mi riempiono il cuore di gratitudine, grazie!


Una vita, un’amore, rapporti intrecciati, madri, figlie, uomini e donne. Una visione della quotidianità che lascia supporre una vita dettata da certezze e positività. Sono caratteristiche in cui ti ritrovi o sei riuscita a trasmettere un desiderio?
Diciamo che tento sempre di considerare la metà piena del bicchiere, la parte più bella di ogni cosa. Ho parlato della mia quotidianità: una vita in cui, chiaramente, i problemi ci sono. La vita di ogni giorno è frenetica e spesso non si ha tempo per nulla, ma per me la famiglia e gli affetti sono tutto: sono le solide fondamenta che permettono ad una persona di sentirsi stabile. Tutto può cambiare, demolirsi, terminare, ma i rapporti familiari, i rapporti veri, le amicizie sono importanti e sono per sempre. Questa è una ricchezza di cui non potrei mai fare a meno.Un antico detto orientale cita: "Un uomo, per non aver vissuto inutilmente, nella vita deve aver fatto tre cose: aver scritto un libro, aver avuto un figlio ed aver piantato un albero".Io le ho fatte... spero di non aver vissuto invano!


Marina Dionisi - Il Dono Di Rebecca , Deinotera Editrice, 2006

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Mokaweb Caffè letterario intervista Marina Dionisi.

Posted by Deinotera Editrice - www.deinoteraeditrice.com on 06:31 in , , , ,

Intervista con l'Autore:

Gustav Jung consultava l'I-Ching mentre Freud leggeva i Tarocchi. Possono le discipline esoteriche convivere armoniosamente con la medicina ufficiale?

Non credo che medicina ed esoterismo possano convivere armoniosamente, in quanto i principi che fanno da fondamento alle due scienze sono troppo diversi. Per la medicina sarebbe impossibile parlare degli angeli e comunque prendere in considerazione la loro esistenza, mentre per l'esoterismo questi fanno parte del proprio percorso e della propria ricerca spirituale.

Le biografie dei grandi studiosi del paranormale hanno sempre affascianto. La tua letteratura è stata in qualche modo influenzata da esse?


I miei scritti sono nati dalla voglia di far conoscere agli altri il "mio" paranormale: un paranormale che non vuole né spaventare, né essere sensazionalista. Un paranormale che altro non è se non il mondo delle vibrazioni emanate da tutto ciò che ci circonda, siano i luoghi, le persone o gli oggetti.


Due inviti nella stessa sera: da una parte una cena con Brad Pitt, e dall'altra un invito ad una seduta spiritica. Cosa scegli?
Ma sicuramente una serata con Brad Pitt!!


Lo studio del paranormale è una ricerca continua sui grandi temi esistenziali, primo fra tutti la morte.Come si colloca il tuo lavoro artistico?


Nel mio lavoro artistico riporto ciò in cui credo: niente ha mai fine. La morte non esiste, è solo una mutazione vibrazionale.


Si possono condividere con il grande pubblico attraverso un libro di narrativa, temi esoterici?
Attraverso un libro di narrativa, con il pubblico si possono condividere sia temi esoterici che qualsiasi altro tema. Credo che il vero compito dello scrittore sia quello di prendere per mano il lettore e portarlo con sé, passo dopo passo, lungo la strada che vuole mostrargli. Deve cercare di coinvolgerlo facendogli capire, provare, sentire, vivere ciò che ha provato, vissuto e sentito lui.


Esiste l'aldilà?


Sì, sono convinta che esiste.


Quali letture consiglieresti a chi è completamente profano del paranormale?


Consiglierei i "Quaderni di Parapsicologia" del Dott. Piero Cassoli. E' una raccolta di articoli riguardanti la sperimentazione scientifica e la ricerca Parapsicologica.

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Paola Biondi intervista Marina Dionisi per il settimanale Diva e donna











Due donne: una ha “doti” di chiaroveggenza e ha racchiuso la sua storia in un libro (Il dono di Rebecca, ed. Deinotera Editrice); l’altra studia da anni il mondo affascinante della Parapsicologia. Ecco le due facce di una realtà “sensibile” ancora da scoprire.
Di Paola Biondi

MILANO – agosto
Protagonisti e studiosi del paranormale appartengono a un mondo un po’ misterioso, che si snoda parallelo a quello in cui scorre normalmente la vita quotidiana. Il sensitivo e chi ne analizza le capacità si incontrano e tra loro si crea un rapporto basato sulla fiducia. Tuttavia è abbastanza raro trovare tale binomio tutto al femminile: Marina Dionisi e Brunilde Cassoli sono due donne accomunate dalla passione per la dimensione esoterica delle cose. Marina è sensitiva e Brunilde l’ha “studiata”.

Marina, quando ha scoperto di avere capacità paranormali?
- Non c'è stato un momento particolare: come in molti processi della vita, anche qui non si può definire un inizio preciso. Forse che un bambino, quando nasce, si accorge di essere nato? Quando me ne sono accorta, faceva semplicemente e naturalmente parte di me. Mi accorgevo, semplicemente, che i bambini della mia età erano strani, diversi da me, non vedevano e non capivano cose che per me erano ovvie. Anticipavo le risposte alla maestra, prima che facesse una domanda… e per me era tanto divertente! I miei non si sono mai spaventati, hanno sempre e solo cercato di salvaguardarmi dalla curiosità della gente.

Quanto incide sulla vita quotidiana essere sensitivi?
- Non è facile essere sensitiva ed accettare di esserlo, perché comporta vivere e vedere la realtà in maniera diversa. Non dico più profonda, ma semplicemente diversa. Non vuol dire vivere più certezze o vivere una realtà più solida degli altri. Significa mettersi continuamente in gioco, dubitare delle proprie capacità, mettersi in dubbio come donna, moglie, e soprattutto madre. E cercare ogni giorno di più di capirmi, spiegare, trovare una risposta. Vuol dire combattere ogni giorno contro il cinismo, l'incredulità, la diffidenza della gente. Vuol dire essere consapevole che non tutti sono disposti ad accettarti perché questa diversità fa paura e a volte è così temuta da essere rifiutata.
A volte, osservando le altre persone, mi capita di pensare a come sarebbe stata la mia vita se non avessi avuto questa diversità. Sì, mi dico, certamente sarei stata molto più serena e forse la mia vita avrebbe preso una strada completamente diversa ma... no! Voglio essere me stessa, sempre, in qualsiasi momento!

Cosa significa “vedere la realtà in maniera diversa”?
- Intendo dire che percepisco la realtà in maniera più completa. Si ricorda di quando Rebecca (nel romanzo) sente “l'odore della morte” nel neonato? Secondo i Cinesi le persone hanno "l'odore dell'età"… non è forse la stessa cosa che ho detto io?
Inoltre, quando dico "vedere" la realtà in maniera diversa, intendo anche dire "sentire, avvertire" la realtà in maniera diversa da come la sentono ed avvertono gli altri. La vedo in maniera più completa perché avverto anche le vibrazioni che, appunto, non tutti riescono - o vogliono, per paura - avvertire.

Cosa significa “avrebbe preso una strada completamente diversa”?
- Se non fossi stata sensitiva, la mia vita sarebbe stata molto diversa perché avrei sofferto molto meno per questa mia diversità... e non scordiamoci che, essendo una donna, sono per natura molto più sensibile di un uomo.

Che cosa sono queste “vibrazioni” che lei avverte?
- Viviamo immersi nelle vibrazioni: vibrazioni emesse dagli oggetti così come dagli esseri viventi. Non ci stupiamo se un orologio funziona grazie alle vibrazioni di un minerale, il quarzo, così come non ci stupiamo se un acuto infrange un bicchiere di cristallo o se una sirena ci fa tremare i timpani... e allora, perché negare che le vibrazioni esistono, che ci possono "colpire" ed interagire con quelle che emaniamo?

Quale tipo di spiegazione si è data?
- Innanzi tutto vorrei chiarire che non sono né un professore, né un biologo né -tanto meno - un fisico o quant'altro. Studio questo argomento facendo ricerche su vari libri (dalla biologia alla fisica, alla medicina, alla biofisica, all'energetica, all'agopuntura, alla cultura orientale ecc.) perché mi riguarda e mi appassiona ed a volte in un libro trovo solo una riga che, unita al resto, serve a coprire un altro spazio di quel puzzle che sto costruendo sul paranormale.
Credo che sia gli oggetti sia le persone "scambino ed entrino in sintonia" con le vibrazioni degli altri oggetti e delle persone che stanno loro accanto. Quanto agli oggetti, già abbiamo parlato del quarzo e delle sue vibrazioni (ma non è solo questo minerale... tutto vibra!). Quanto alle persone, penso che anche noi emaniamo vibrazioni e quelle più potenti sono quelle del cervello.

Come ha incontrato Brunilde Cassoli?
- Ho inviato al Dottor Cassoli del Centro Studi Parapsicologici di Bologna il mio romanzo (Il dono di Rebecca, ed. Deinotera Editrice) con la speranza che mi contattasse. Avevo bisogno di certezze, di sapere, di capirmi. Logicamente, non tutto quello che vi è scritto è vero... ma sapevo che il Dottor Cassoli avrebbe saputo discernere il vero dalla fantasia. Dopo un anno, mi ha contattata: per vari motivi non aveva letto il mio romanzo, ma ora avrebbe voluto conoscermi. Ero emozionata! Fin da quando ero ragazza desideravo di poterlo conoscere, potergli parlare. Mi ha dato un appuntamento ed a quell'appuntamento ne sono seguiti tanti altri. Che dire del Dottor Cassoli e della Signora Brunilde? Due veri signori, due persone squisite! Con loro non mi sono mai sentita a disagio, sono riusciti a farmi sentire sempre me stessa. Spesso, la scienza determina la perdita della coscienza e della sensibilità; nel Dottor Cassoli ho trovato, oltre una persona validissima a livello professionale, una grande umanità.

Perché non vuole farsi fotografare e vuole rimanere nell'anonimato?
- Sono una donna come tante e come tale sono gelosa dei miei spazi, della mia famiglia e dei miei amici. Voglio solamente salvaguardare la mia privacy.

Usa i suoi poteri per aiutare gli altri?
- Non "uso" le mie particolarità (per carità, non sono poteri!) perché questo tipo di capacità non può essere gestito con sicurezza. Sono state le circostanze a permettermi di aiutare qualcuno.

Per esempio?
- Una mattina mi alzai dicendo a mio marito che "vedevo" che si sarebbe fatto male, "sentivo" che urlava, che si sarebbe rotto qualcosa all'altezza del basso torace. Mio marito, conoscendomi, restò alquanto scosso: non sapeva cosa fare, doveva correre a lavorare ed allo stesso tempo temeva il peggio. Alla fine decise di restare a casa, avvisando i colleghi dell'ufficio che avrebbe recuperato le ore un altro giorno. Ero molto preoccupata ed anche lui, vedendomi così ansiosa, si fece prendere dall'angoscia. Lo feci restare tutto il giorno a letto, di modo da evitare qualsiasi caduta, scivolone o qualsivoglia contusione. La sera tardi, finalmente tranquillo e convinto di aver scampato il pericolo, si alzò dal letto e piano piano andò in sala a vedere la televisione, mentre preparavo la cena. Improvvisamente starnutì con violenza (era allergico al velluto dei divani) e dette un urlo terrificante. Restai immobilizzata dalla paura... in ospedale diagnosticarono tre costole rotte!

I suoi desideri e le sue scelte, sono stati condizionati dall’essere sensitiva?
- Sapere di più può fare soffrire di più, soprattutto se si è una donna; sono sempre stata istintiva ed ho sempre seguito il mio cuore in ogni scelta. Ho sempre vissuto come tutti gli altri, cercando semplicemente la felicità.

Conosce altri sensitivi di persona?
- Ho conosciuto soltanto Gustavo Rol, quando ero bambina: rimasi colpita dalla sua signorilità e dalla sua sensibilità. Non ho mai conosciuto altri sensitivi.
Parecchi anni fa ho conosciuto un signore che aveva spesso dei "déjà-vue", ma si spaventava talmente, che ogni volta che accadeva quello che aveva "visto" gli venivano attacchi di panico. Era un ottimo sensitivo, cercai di aiutarlo, ma si convinceva sempre di più di "avere qualche rotella fuori posto!" Gli consigliai di andare da Cassoli, ma non volle mai farlo, temeva di sentirsi dire che era pazzo. Non l'ho più visto, ma spero che abbia imparato ad accettarsi e a coltivare queste sue capacità.

Che cosa le piacerebbe aver previsto?
- La vittoria dell'Italia ai mondiali! Ma ho vissuto le partite con le stesse emozioni degli altri, finendo per far sopravvalere la mia parte istintiva su quella sensitiva.

Da dove vengono queste doti? Si possono "allenare"?
- Penso che queste capacità siano "naturali" e facciano parte integrante dell'uomo e della sua essenza. Credo che nel periodo primitivo tutto questo fosse normale, così come la telepatia. L'evoluzione e la civiltà hanno portato i loro vantaggi, ma ci hanno anche fatto perdere qualcosa per strada.
Se una persona ha queste capacità può raffinarle, grazie anche ad una guida giusta come quella che ho avuto io dai coniugi Cassoli che mi hanno aiutata a non sentirmi sola.

Un giorno ridiventerà normale avere percezioni extrasensoriali?
- Chissà! Sarebbe bello! Purtroppo, la modernità ci porta a guardare fuori di noi mentre l'intuizione ci fa scrutare nella nostra parte più profonda... vedremo se saremo capaci di ritrovare noi stessi.

Cosa vede nel futuro dell'umanità?
- Ho fiducia nell'Uomo e nelle sue capacità, quindi credo che potrà ancora stupirci con le sue scoperte.

Che cosa, secondo lei, è urgente migliorare?
- C’è bisogno di tempo, c'è poco tempo per tutto: tanto per le cose futili quanto per quelle importanti. Le persone devono recuperare ed imparare a crearsi il proprio tempo.


La studiosa di Bologna

Brunilde Magnani, con suo marito Piero Cassoli - fondatore nel 1954 del Centro Studi Parapsicologici di Bologna e recentemente scomparso - ha trascorso gran parte della vita fra i misteri di una dimensione sconosciuta dell’esistenza. Fra le persone “studiate” c’era proprio Marina Dionisi, con cui parliamo in queste pagine.

Quando ha cominciato a interessarsi all’argomento?
- Negli anni ’70 Franco Moccagatta conduceva alla radio la trasmissione “Chiamate Roma 3131”. Mio marito, che faceva il medico ma era anche affascinato e studioso del “paranormale”, veniva spesso interpellato in diretta. Lui spiegava che quegli “strani” fenomeni che succedevano a qualcuno, in fondo facevano parte del mondo e che bisognava accostarsi ad essi senza timore. Fu così che un giorno ci recapitarono un intero sacco delle Poste con 15 mila lettere di persone che non solo erano interessate all’argomento, ma lo ringraziavano perché la sua era una voce “amica” che entrava in casa e che finalmente parlava di ciò di cui loro non potevano, senza essere presi per matti. Da quella volta anche a me si è aperto un mondo.

Chissà quanti soggetti avete studiato…
- Mio marito era stato il primo a “scoprire” Pasqualina Pezzola nel 1951, nel momento in cui i suoi poteri “diagnostici e terapeutici” raggiunsero l’apogeo. Le sue diagnosi erano veramente sconcertanti.

Dicono che fosse consultata da personaggi come Fellini e Zeffirelli, ma fu interpellata anche quando i papi Pio XII e Giovanni XXIII stavano per morire…
- Non abbiamo seguito solo lei: fra le centinaia di persone che si sono rivolte a noi, il 5 per cento aveva davvero capacità straordinarie, anche se inspiegabili in termini strettamente scientifici.

Ricorda qualche esempio?
- Luisa Codicini “leggeva” i pezzetti di stoffa e gli oggetti e diceva tutto sulla persona a cui appartenevano. Venia Sprega invece faceva l’esperimento della “sedia vuota”, cioè sceglieva sulla piantina di un teatro la fila e il numero del posto e prevedeva avvenimenti che riguardavano lo spettatore che vi si sarebbe seduto.

E la Dionisi?
- Marina Dionisi è una veggente straordinaria: noi le abbiamo mostrato foto di persone in vita, note e anche sconosciute. Nessuna di queste era presente quando lei faceva le “visualizzazioni”, ma le successive verifiche hanno dato risultati strabilianti.
P.B.

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Il Giornale online "Gufetto" dedica una pagina a "Il dono di Rebecca"

Posted by Deinotera Editrice - www.deinoteraeditrice.com on 04:55 in , , ,

“Preparatevi a scoprire che nulla è come sembra e che tutto ciò che vi circonda non è l’unica realtà che esiste…”


Queste sono le premesse di base dell’esordio letterario di Marina Dionisi, studiosa dell’Energia e del paranormale.“Il dono di Rebecca” è la fantastica storia della vita di Rebecca, che gira intorno all’antica leggenda della Sibilla Cumana, che rifiutando l’amore di Apollo fu costretta a vivere tante vite quanti granelli di sabbia erano racchiusi nel suo pugno.Una leggenda di vita, di morte, di visioni: lei interrogava, vedeva il passato, rivelava il futuro e il presente…La storia di Rebecca si snoda lungo la sua vita, vissuta tra Parigi, Milano e Napoli. La storia di una bambina che diventa donna e mamma, che nasconde il segreto e la magia della leggenda appena narrata: le sue doti divinatorie saranno messe a disposizione delle forze del bene, ma rappresenteranno anche una “diversità”, con la quale Rebecca dovrà fare i conti.


“Io sento le vibrazioni degli oggetti e capto ancora meglio quelle delle persone che li hanno tenuti in mano, in tasca, che li hanno toccati…”Forze irresistibili e antichi messaggi catapultano Rebecca in altre dimensioni: grida soffocate di persone che chiedono aiuto, che chiedono Pace, che chiedono salvezza. Voci e suoni provenienti da un mondo vibrante che vive parallelo alle nostre vite.La storia narra anche di un amore, con Giovanni, scritto nel destino, vissuto a perdifiato tra antichi messaggi provenienti dall’Himalaya, tra le urla dei morti della città sommersa di Sinuessa e tra gli emozionanti vicoli di Napoli, alla scoperta del mistero di Pulcinella.Un amore più forte delle barriere dello spazio e del tempo: “Giovanni, ascoltami. Ricordalo sempre, non dimenticarlo mai: se un giorno dovesse capitarmi qualcosa e ti dicessero che sono morta, non crederlo, non crederlo mai! Chiamami! Chiamami con tutte le tue forze, grida il mio nome con tutto il tuo amore e io ti giuro che mi sveglierò…”.


“Il dono di Rebecca” è una storia che intreccia normale e paranormale; una storia il cui filo conduttore fa da confine tra il mondo visibile e il mondo non visibile. La voce di Rebecca non è altro che la testimonianza, affascinante quanto incredibile, dell’esistenza di altre dimensioni, di altri linguaggi, di altre vite. Rebecca dà voce al mare, al vento: e a chi voce non l’ha più.“…E come stessi leggendo dal misterioso libro universale dov’è segnato da sempre il destino degli uomini, parlai.”

Meraviglioso.


di Ilario Pisanu

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FertiliLinfe, trimestrale di letteratura, arte e cultura dedica una recensione a "Il dono di Rebecca"

Posted by Deinotera Editrice - www.deinoteraeditrice.com on 04:52 in , , ,

Il dono di Rebecca di Marina Dionisi è un romanzo sul paranormale il cui tentativo è dare una spiegazione alla facoltà di sensitiva della protagonista, Rebecca, che sin da bambina scopre il suo dono e conosce la solitudine che questo comporta.
La narrazione è coinvolgente, con descrizioni sensoriali dell'ambiente che trasportano in un mondo legato al mito e alle percezioni extra sensoriali, riuscendo a far penetrare il lettore nella realtà del personaggio.
Il rapporto con la tangibilità delle sue percezioni è vissuto come normalità, ma diviene ben presto incomprensibile e rifiuto da parte di chi si trova ad essere testimone.
Rebecca, grazie agli affetti familiari, riesce a convivere con il suo dono imparando a gestirlo per non travolgere gli altri in situazioni per loro inspiegabili.
In alcune occasioni fornisce dei chiarimenti prendendo spunto dalla scienza e riuscendo ad infondere un senso di sicurezza e tranquillità.
Ogni capitolo è una storia che segue le fasi dell'esistenza di Rebi, così viene affettuosamente chiamata in casa, il cui filo conduttore è sempre la vita, il rapporto con i genitori e il nonno, quest'ultimo figura carica di complicità e dolcezza nei confronti della nipote.
Il linguaggio è in continua evoluzione, dal presente narrato catapulta in realtà parallele, come accadrebbe all'aprirsi di una botola sotto i piedi precipitandovi dentro, senza però subire il trauma della caduta. Una visione del paranormale diversa dalle solite in cui si materializzano spettri che divengono mostri da affrontare e che terrorizzano creando stati di violenza
Piuttosto una percezione di realtà del passato e del futuro, di sogni e segreti. Questo libro non ha la pretesa di creare un racconto secondo i canoni classici del romanzo, ma la finalità di descrivere le esperienze di una sensitiva e quello che comportano, dal riuscire a percepire il pericolo in cui si trovano le persone potendole salvare da morte certa, alla collaborazione con le forze dell'ordine per risolvere casi complessi, situazioni utilizzate per avvicinare il lettore ad una condizione in cui la vita si traduce in una convivenza normale con quello che solitamente è ritenuto anormale.


di Chiara Colaiacomo

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"L'Occhio che" dedica un articolo a "Il dono di Rebecca"

Posted by Deinotera Editrice - www.deinoteraeditrice.com on 04:49 in , , , ,

Il dono di Rebecca

La razionalità spesso conduce l'uomo all'arroganza della certezza. Eppure sovente l'inspiegabile prende il sopravvento, costringendo il certo a ceder passo a quel che la ratio non sa spiegare.
Il dono di Rebecca (Deinotera Editrice, Roma 2006) narra la storia di Rebecca, le cui facoltà di sensitiva si manifestano sin da bambina, portandola negli anni a convivere con quello che alcuni considerano un dono, altri una condanna che indirizza inesorabilmente ad una "ghettizzazione" indotta da una collettività spesso ben piantata a terra.
L'intreccio fra tangibile e percezione assume nella protagonista un sapore familiare, grazie anche all'apporto delle figure a lei vicine, e le spiegazioni degli eventi vengono a volte avallate da riscontri scientifici, altre volte si perdono nel sensoriale di una visione paranormale che non mira, come la letteratura del settore fa, a stupire con mostri che si materializzano da altre dimensioni (vedi thriller parapsicologici), bensì rende partecipe il lettore con un linguaggio coinvolgente in grado di condurlo, riga dopo riga, nella profondità dell'animo della stessa Rebecca.
Così, presente reale e presente parallelo si sovrappongono, lasciando come in un cross over psichico, all'interno di ogni dimensione i cenni dell'altra.
Marina Dionisi, studiosa dell'Energia e del Paranormale, al suo esordio letterario ha saputo cedere agli altri le proprie esperienze di vita, racchiudendo in un romanzo avventura, mistero, suspense, dove nulla è come sembra e ad esistere non è solo il visibile.
In un tempo leggendario figure come la Sibilla Cumana rappresentarono il mito riconosciuto e accettato; nel mondo odierno il fascino mitologico si è perso, lasciando solo un sentimento di rifiuto per il "diverso".
Ma l'andare "oltre" le frontiere può persino trasformare un lettore in Argonauta dell'ignoto.

di Simone Colaiacomo

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Paola Dentone intervista Marina Dionisi su "Il dono di Rebecca"


Il dono di Rebecca è un romanzo che coinvolge due realtà parallele: una dimensione concreta, quella cui tutti accediamo, ed un ambito discosto, aperto solo a quanti sono dotati di percezioni particolari, che li fanno entrare nel mondo del paranormale. La protagonista, Rebecca, incarna tali facoltà di sdoppiamento – involontario – tra la attualità del quotidiano, che a tutti appartiene, e l’altra dimensione impalpabile. Avverte vibrazioni, percepisce aloni attorno alle persone, che la trasportano altrove, consentendole di rivivere situazioni del passato, pur solo partendo da un semplice oggetto, oppure di scoprire verità, anche dolorose, dietro gli individui. Non è un bagaglio semplice, essere dotati di tali percezioni, quanto un “dono” di sensibilità accentuata che conduce a volte a sofferenza ed al coinvolgimento in situazioni inquietanti.


Abbiamo interpellato l’autrice affinché ci aiutasse a penetrare nell’universo di tali inconsuete vibrazioni e potenzialità individuali e le abbiamo chiesto di presentarsi e rivelare le motivazioni alla base della scrittura del libro in modo da consentirvi di accostarlo nel modo più autentico.

“Il romanzo è nato dalla voglia di raccontare un personaggio "speciale" senza renderlo "particolare". Non volevo creare un personaggio fuori dagli schemi e dai limiti, ma uno che potesse vivere nella quotidianità di ogni giorno: una donna comune con qualcosa in più. Tuttavia volevo giustificare una donna di questo tipo ed ho pensato di utilizzare la leggenda, quel mondo pieno di fascino, mistero e tradizione che ancora oggi ci regala personaggi molto poetici come quello della Sibilla. Ed ecco che avevo un personaggio di oggi con un passato antico, leggendario. Potevo arricchirlo di sensazioni, esperienze... di "vita" rimanendo a metà tra la realtà e la surrealtà. Ecco come è nato il romanzo e come è nata Rebecca. Nata per passione, per amore verso la vita, per voglia di raccontare e creare qualcosa che fosse pieno di speranza e potesse dare alle persone la possibilità di guardare alla vita come ad un insieme di meravigliose opportunità”.

D: Come è approdata alla scrittura e quale valenza ha per lei?
R: Mi è sempre piaciuto scrivere. Per me, scrivere è la vita! Scrivo da sempre, fin da quando ero ragazza. Ho iniziato con delle novelle, quindi sono passata ai romanzi. Ma perché amo tanto la scrittura? Forse perché sono una persona molto riservata: gelosa della mia privacy, mi sento terribilmente a disagio nel momento in cui devo dare una conferenza o, comunque, devo parlare in pubblico. Al contrario, mi sento a mio agio quando mi metto a "parlare" con un foglio: è quello il momento in cui sono me stessa, forte di quanto dico e racconto. Ho notato più volte che lo stesso argomento - se trattato a voce - perde spessore agli occhi della persona che sta ascoltando, mentre se viene scritto - forse a causa dell'argomento tanto particolare che tratto o forse per il fatto che una persona, nel momento stesso in cui si mette a leggere, "si dispone" a recepire - viene accettato con più oculatezza o, comunque, respinto con minor cinismo e chiusura mentale.

D: Il romanzo si insinua nella dimensione del paranormale. Come è giunta a tali convinzioni?
R: Non posso asserire di essere "arrivata" a credere nel Paranormale, perché vi ho sempre creduto fermamente! Perché? Non lo so... passione! So solo che ho passato la vita a studiare le vibrazioni e l'energia, a fare ricerche, a scovare anche il più piccolo indizio, che come una piccola tessera andavo ad aggiungere al grande puzzle del Paranormale che stavo costruendo solo per me.

D: Come viene percepita/accettata la sua grande fiducia sul paranormale?
R: Molto male! La gente ha bisogno di certezze, di stabilità. Tutto ciò che non si vede o che non ha ancora una spiegazione scientifica fa paura e di conseguenza viene negato. Ma come negare il mondo delle vibrazioni, dell'energia? Un acuto fa scoppiare un bicchiere di cristallo, il quarzo fa andare gli orologi, una sirena troppo forte ci fa tremare i timpani... eppure, sono vibrazioni che non si vedono, non si toccano!... E allora, perché negarle? Purtroppo, per la nostra mentalità occidentale è difficile concepire un mondo di vibrazioni che ci circonda e nel quale viviamo immersi; difficile da accettarsi in quanto non è concretamente tangibile, conoscibile. E allora? Allora è più facile negare ciò che non si vede, piuttosto che dover accettare una nuova verità che potrebbe mettere in gioco tutti quei principi sui quali si è basata la propria esistenza. Forse, anche per questo non amo mettermi in mostra: vado avanti per la mia strada, continuo con i miei studi portando avanti le mie ricerche e... quando qualcuno mi chiede se ho letto "Il dono di Rebecca", mi dice che gli è piaciuto e che è sul Paranormale... beh, sorrido e dico che... sì, prima o poi lo leggerò! Forse, i tempi stanno cambiando; forse con gli anni la gente si avvicinerà a questo argomento con più fiducia e meno timore. Per ora, penso proprio che dovrà scorrere ancora tanta acqua sotto i ponti!

D: Come colloca l'attività di scrittura nella sua quotidianità?
R: Sono una donna come tante altre; più volte sono stata definita "una donna di larghe vedute e senza pregiudizi" e devo dire che in questa frase mi ritrovo perfettamente. Il mio lavoro, l'ho già detto, è lo studio dell'energia e per mia fortuna ho in casa il mio studio. Inoltre, ho un marito, dei figli, una casa da mandare avanti e gli stessi problemi e le stesse gioie che hanno tutte le altre mogli e madri. Forse, l'unica cosa che mi differenzia da loro è questo mio modo diverso di concepire la vita e ciò che è oltre la vita: una certezza che ho sempre cercato di infondere nei miei figli, in mio marito e in chi mi sta accanto. Una certezza che può donare serenità e fiducia, al giorno d'oggi cose molto importanti. Quando scrivo? La sera; quando la giornata è finita e tutti dormono, mi metto finalmente a scrivere.

D: Ha già altri progetti di narrativa?
R: Prossimamente pubblicherò il seguito de "Il dono di Rebecca". Inoltre, ho iniziato a scrivere un altro romanzo che si intitolerà "La vera storia di Avalon". E' un romanzo che mi sta appassionando sempre più: giorno dopo giorno, più scrivo più mi appassiono, mi commuovo e vengo coinvolta dalle mie stesse parole; chissà che non riesca a far rivivere anche a chi mi leggerà le stesse emozioni che provo...

D: Considerata la matrice del nostro sito, ci racconta un viaggio per lei significativo?
R: Un viaggio, un paese... il mio preferito senza per questo nulla togliere agli altri paesi?... Ma naturalmente la Scozia! Adoro la Scozia, così bella e malinconicamente maestosa in tutte le stagioni! I castelli e la natura tanto aspra e spaventosa da essere meravigliosa! Adoro le leggende (come quella delle Dame Bianche) che fanno parte integrante di quel popolo tanto fiero, austero, ma anche tanto buono e generoso... sì, perché gli Scozzesi - nonostante quello che si dice - sono generosi ma chiusi, aspri e sanguigni come il colore dell'erica selvaggia che ricopre le colline tondeggianti della loro terra. Adoro il rombo dell'oceano che si infrange contro le scogliere livide, il grido disperato dei gabbiani che volano sfidando le raffiche del vento, l'erba che ondeggia al suono delle cornamuse... eh sì! Perché all'improvviso può passare davanti a voi un gruppetto di Scozzesi in Kilt, che suona una delle loro dolcissime musiche... e allora vi viene spontaneo chiedervi se siete nati nel posto giusto o se sarebbe stato molto più bello nascere là, in quel posto così pregno di vibrazioni e più vicino al cielo! E sapete cosa mi piace di più? L'odore della legna che arde nei camini, la puzza dei fiati e della birra che invadono i vicoli andandosi a fondere con l'odore della salsedine e del pesce lasciato a marcire in qualche angolo nascosto. Questa, è la Scozia! Un paese unico al mondo per i suoi abitanti, per le tradizioni, i Clan, la natura, per gli odori e per i suoni... e per un attimo penserete di essere in un angolo di paradiso a parte!

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Neon Libri - Raidue presenta "Il dono di Rebecca" di Marina Dionisi tra i libri più venduti


"Il dono di Rebecca" di Marina Dionisi scala le vette delle vendite e viene segnalato dalla Rubrica "Neon libri" di Raidue.

Questo romanzo, attuale e al tempo stesso inaspettato, narra la storia di Rebecca, donna di oggi e al tempo stesso figura leggendaria.
Rebecca vive infatti a contatto con due realtà: quella presente e percepibile a tutti e quella meno visibile, ma viva, delle vibrazioni. Così a contatto con luoghi e oggetti, la protagonista può svelarne le storie mai raccontate.

Un Paranormale a misura d'uomo che rivela di quante sfumature sia ricca la realtà e non spaventa.

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Il dono di Rebecca. Il mistero svelato - Marina Dionisi

Posted by Deinotera Editrice - www.deinoteraeditrice.com on 09:40 in , , , ,

Dopo il grande successo de “Il dono di Rebecca” il secondo romanzo di Marina Dionisi.

All’interno di questo nuovo viaggio, Rebecca, donna moderna e leggendaria Sibilla Cumana, rivivrà sulla propria pelle il mito della Dea Madre ritrovando in se stessa l’indipendenza delle proprie scelte. Magia, leggenda e mito cadenzano la realtà dandole un sapore antico e moderno, restituendola ad un tempo senza tempo. Le percezioni della protagonista fanno viaggiare il lettore in luoghi lontani, in tempi diversi, per poi tornare al presente svelando il mistero racchiuso in quelle vite... tante vite quanti i granelli di sabbia racchiusi nella sua mano.

In questo secondo romanzo, il realismo magico - scaturito ne “Il dono di Rebecca” dalle percezioni della protagonista - prende forma popolando con la propria presenza ogni pagina.

Marina Dionisi


Studiosa dell’Energia e del Paranormale, Marina Dionisi è stata intervistata ed ha partecipato a diverse trasmissioni radiofoniche e televisive (Giacobbo Rai2, Vigorelli Rete4, Radio Montecarlo ecc). Da sempre interessata al mondo delle vibrazioni, ha voluto raccontare il “suo” Paranormale: Perché trattare un argomento che fa da sempre parte della vita di tutti i giorni suscitando paura, terrore, facendo leva sulla spettacolarizzazione dei fenomeni? Tutto ciò che si chiama Paranormale, in realtà, è parte integrante della vita quotidiana e si può chiamare intuito, sensibilità... natura umana. Proprio la sensibilità con cui ha saputo trattare l’argomento le ha permesso di ottenere l’apprezzamento dei lettori, della critica e di vincere numerosi premi letterari.