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Fantasyworld forumfree intervista Marco mazzanti

Posted by Deinotera Editrice - www.deinoteraeditrice.com on 03:15 in ,


L'intervista all'autore Salve Marco!


Mi permetto di darti del tu, visto che sei un utente del nostro forum. Dunque, prova a presentarti: chi è Marco Mazzanti?

Marco Mazzanti è un ragazzo nato a Roma, due anni prima del crollo del muro di Berlino, quindi sul finire del “secolo breve”.


Dove vivi e come trascorri la tua giornata tipo?

Vivo a Roma. Trascorro le mie giornate tipo studiando, leggendo e navigando su internet.


Hai degli hobby particolari (oltre alla scrittura, ovviamente)?

Sì. Mi piace molto disegnare, o dipingere con l’acquarello (non credo, però, di essere un asso!); oppure, specie nelle belle giornate, amo passeggiare.


Parlaci un po’ dei tuoi libri. Come li descriveresti?

Sono due romanzi ambientati in un mondo che per certi aspetti è una versione speculare del nostro: ci sono riferimenti a luoghi esistenti, ma anche e soprattutto elementi fantasiosi che traggono in inganno (in senso positivo e giocoso ).


Quanto si differenziano L’uomo che dipingeva con i coltelli e La nave del destino. Asia?

Moltissimo! Sono due romanzi completamente diversi, sia per genere che per stile. Il primo è un romanzo sulla pittura, scritto con frasi dirette ma con numerosi aggettivi (senza di essi le frasi sarebbero risultate, a mio parere, piuttosto “secche”); il secondo è una saga familiare di genere fantasy (anche se io preferirei parlare di fantastico o meraviglioso), dove lo stile è più fiabesco e floreale. Sono, in ogni caso, due romanzi per adulti.


Quando hai cominciato a scrivere e inventare storie?

Fin da bambino, come penso valga per la maggior parte di chi scrive e inventa storie. Spesso, il germe di tutto ciò si ha nei giochi che si fanno da piccoli; io, per esempio, giocavo con i Lego e costruivo labirinti, piramidi e case magiche, oppure inventavo storielle con i pupazzetti.


Quanto c’è di te nei personaggi che crei?

Tutto e niente… Si potrebbe intuire, leggendo “L’uomo che dipingeva con i coltelli”, che io dipinga, ma non c’è altro di me, in questo romanzo, se non… ecco, un’altra cosa c’è, adesso che mi ci fai pensare! La descrizione fisica di Scile, uno dei due protagonisti, coincide con quella del mio aspetto (o quasi… sicuramente, Scile è più bello di me!). Per il resto siamo due persone totalmente diverse!Per quanto riguarda La nave del destino, posso dire che di me, dentro questo romanzo, c’è la passione per tutto ciò che riguarda i misteri e il mondo delle creature incantate, tipico delle fiabe e del folclore.


Hai avuto degli ispiratori per le tue opere?

Chi ha letto “L’uomo che dipingeva con i coltelli”, mi dice spesso che ricorda Profumo, di Suskind, eppure io scrissi questo romanzo ispirandomi ad un mio personalissimo racconto noir (Riflesso Viola) di ambientazione romana (presente tra l’altro nel volume, in appendice al romanzo) che inviai nel 2007 alla giuria di un concorso (non raggiunsi alcuna graduatoria)! La nave del destino, invece è una saga, e come libri modello ho pensato ai romanzi “Cento anni di solitudine” e “La casa degli spiriti”.


In una parola, cos’è per te la scrittura?

Sentimento.


Come scrivi i tuoi libri? Di getto, stilando una scaletta degli avvenimenti o altro?

Prima di tutto inizio a pensare, pensare, pensare… elaboro e sogno i miei personaggi e le loro vicende… poi inizio a documentarmi, fare numerose ricerche, conseguentemente stilo una scaletta generale e, infine, comincio a scrivere.


Quanto tempo impieghi, di solito, per scrivere un romanzo?

“L’uomo che dipingeva con i coltelli” l’ho composto in un mese; “La nave del destino – Asia” in sei… quindi dipende molto anche dal periodo!


Qual è la tua atmosfera ideale per la scrittura?

Solitudine totale e qualche buona musica o melodia che accompagni la scrittura, accordandosi doverosamente col tipo di situazione o descrizione in corso di elaborazione!


Chi è il tuo autore preferito?

Sono molti gli autori che stimo (Dino Buzzati, Stieg Larsson, Neil Gaiman, Isabel Allende), ma è anche vero che grazie ad Anobii.com sto conoscendo moltissimi altri scrittori, esordienti e validissimi. Del resto, leggo un po’ di tutto: non ho un genere che prediligo… di conseguenza non seguo fedelmente alcun autore! In questo, sono uno spirito libero!


E il genere di libri che non ti interessano?

Qualunque genere potrebbe non piacermi… dipende da come è scritto, dalla simpatia che mi suscitano i personaggi, dal fascino della trama…


A tuo parere, cosa occorre per diventare un bravo scrittore?

Leggere tantissimo. Troppo.


Hai nuovi progetti in cantiere? Può svelarci in esclusiva delle news?

Sono un libro chiuso!


Hai un appello da fare a tutti coloro che hanno un manoscritto nel cassetto?

Consiglio, a chi ha un libro nel cassetto, di rivedere più volte il manoscritto, di lasciarlo decantare per un po’ di tempo, senza quindi lasciarsi sopraffare dalla fretta; inoltre dico anche di credere fortemente in quel che si ha scritto ma al tempo stesso di essere acritici: nessun autore può permettersi minimamente di dire d’aver scritto un bel romanzo… i libri agli scrittori, i giudizi (belli e brutti) ai lettori


Grazie per averci concesso quest’intervista!

A presto!Grazie a te! Un saluto grande a tutti gli utenti del forum!

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I caffè culturali intervistano Marco Mazzanti

Posted by Deinotera Editrice - www.deinoteraeditrice.com on 03:10 in , , ,

"Chi è Marco Mazzanti?".
Marco Mazzanti:
"Marco Mazzanti è un ragazzo di Roma che ama leggere e scrivere e che nutre moltissimi altri interessi. E' un tipo estremamente attento ed al contempo incredibilmente distratto, spesso con la testa fra le nuvole, immerso nei propri pensieri ed altre volte impegnato in bizzarri viaggi immaginari che lo conducono poi a mettere su carta, scritta o disegnata, le sue fantasie".


I Caffè Culturali:
"Qual è il suo rapporto con le parole?".
Marco Mazzanti:
"Mi piacciono le parole, le sfumature della lingua italiana. Leggo e scrivo sempre con un vocabolario ed una grammatica vicini".


I Caffè Culturali:
"Perché?".
Marco Mazzanti:
"Perchè capita spesso che ci si dimentichi il significato di qualche parola, che venga qualche dubbio".


I Caffè Culturali:
"Quando e perché ha iniziato a scrivere? Come avviene il suo atto creativo".
Marco Mazzanti:
"Inventare storie, fantasticare, dare un volto alle mie fantasie... cose che adoro da sempre e che potrei dire di fare da quando ero bambino. Come avviene il mio atto creativo? Non lo so. Il tutto nasce da piccole cose/rivelazioni di ogni giorno: incontri, dialoghi, sogni, melodie, parole, volti visti di sfuggita, ricordi che rielaborati dopo anni si trasformano in qualcosa di più... A volte basta anche un'emozione, o uno stato d'animo particolare che ti rende propenso a cogliere aspetti della vita quotidiana che solitamente non si percepiscono... ed ecco salta fuori l'ispirazione per qualcosa: poesia, racconto, romanzo, ma anche un disegno, perchè no? Ultimamente sto tenendo un piccolo album dove disegno alberi".


I Caffè Culturali:
"Quando scrive lo fa solo per lei o anche per essere letto da altri?".
Marco Mazzanti:
"Se scrivessi soltanto per me, non avrei accettato di pubblicare. Scrivere (ma anche disegnare, dipingere, comporre poesie, perchè no?) è un modo come un altro per esprimere qualcosa, comunicare, confrontarsi (ma anche per sentirsi apprezzati, perchè la vanità - chi più, chi meno - è in tutti, anche nella persona più modesta). In un certo senso, scrivere (quando lo si fa per gli altri) è una sfida".


I Caffè Culturali:
"In cosa consiste la sfida?".
Marco Mazzanti:
"E' principalmente una questione di feedback e di feeling fra autore e lettore; è ovvio che ognuno ha gusti e pareri differenti e la sfida sta, da parte dello scrittore, nel saper apprezzare i commenti positivi ed accettare quelli negativi (senza risentimento). E poi, del resto, lo scrittore non è anche - e soprattutto - un lettore?".


I Caffè Culturali:
"Come immagina i suoi lettori?".
Marco Mazzanti:
"Ho conosciuto (personalmente e/o in chat) finora solo alcuni dei miei lettori e ciò mi ha riempito di gioia. Si tratta spesso di persone che hanno scoperto i miei libri su internet, oppure di amici di persone che sono mie amiche su myspace. Altre volte - e qui sta la maggior parte di coloro che ho conosciuto - sono autori esordienti come me, conosciuti su Anobii. Tutto questo per dire: perchè immaginare soltanto i propri lettori, quando li si potrebbe conoscere direttamente?" .


I Caffè Culturali:
"Come immagina il suo futuro di scrittore?".
Marco Mazzanti:
"Non lo immagino, non ancora, troppo presto! Penso al presente, senz'altro con la speranza di continuare a scrivere nuovi libri e di crescere attraverso le interviste che faccio sul mio blog".


I Caffè Culturali:
"Perché ha scritto L'uomo che dipingeva con i coltelli?".
Marco Mazzanti:
"Non c'è un motivo particolare che mi abbia spinto a scrivere questo romanzo... "L'uomo che dipingeva con i coltelli" nasce fortuitamente da un brevissimo racconto noir di ambientazione romana che scrissi nel 2007, Riflesso Viola; esso è stato inserito in appendice al romanzo ed è strettamente connesso col quarto capitolo del suddetto... non aggiungo altro, se non che leggerlo potrebbe rivelarsi una vera e propria, piccola sorpresa!".