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Patrizia Dall'Occa per Agoravox intervista Marina Dionisi

Posted by Deinotera Editrice - www.deinoteraeditrice.com on 06:52 in , , , , ,


Perché tutto il visibile riposa sull’invisibilel’intellegibile sull’incomprensibileil tangibile sull’impalpabileNovalis


Per passione personale, adoro tutto ciò che tratta del paranormale. Quanti avranno amato il Sesto Senso, o The Gift? Con Marina, però, giochiamo in casa. E’ una studiosa dell’Energia e del Paranormale.

Sulle sue conoscenze ha costruito questo libro, che è oltre il semplice "impossibile".

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Il dono di Rebecca" ha la capacità di catturare il lettore, di insinuare un dubbio, di generare emozioni, di coinvolgere nella storia di una bambina che sotto i nostri occhi diventa donna, affronta la vita con le sue difficoltà, diversa per un dono che potrebbe essere una maledizione ma che, attraverso la mente sottile dell’autrice e il carattere di questa donna "possibile", diviene una parte costante di una vita vissuta in pieno.

Marina, leggo che sei una studiosa dell’Energia e del Paranormale, come appare in quarta di copertina. Cosa vuol dire studiare l’Energia?

Significa scoprire - attraverso studi sulle cellule, studi di biologia, di fisica, di fisica nucleare e chimica, operati da una serie di ricercatori - che, oltre al mondo per così dire "materiale" che risulta visibile e palpabile a tutti, esiste un mondo più difficile da accettare e percepire che vibra intorno a noi, ma che fa parte sempre del mondo materiale; è solo un’altra sua manifestazione. Significa imparare a mettere sempre tutto in dubbio senza lasciarsi trasportare dall’entusiasmo.Ogni scoperta, ogni traguardo devono essere sempre affrontati con metodo, con l’ausilio della scienza, senza dimenticare mai che ciò che si cerca non è tanto la prova dell’energia quanto il suo funzionamento, il suo modo di manifestarsi, la sua regola, ove possibile. L’energia ha varie forme e varie esplicazioni; studiarla significa tentare di trovare sempre su basi e metodi scientifici la sua ratio, il suo ordine, le sue regole. Perché voler credere a tutti i costi ad una cosa non significa che la cosa in questione esista: bisogna provarlo.


Apollo e Deifobe. Un tuffo nella mitologia o in una probabile realtà?

Un tuffo nella mitologia. La figura di Deifobe mi ha sempre affascinata, soprattutto per la sua modernità: una donna che, in una religione di tipo patriarcale, ha il coraggio di rifiutare l’amore del suo dio manifestando la propria individualità e il proprio coraggio. Assolutamente affascinante!E poi la maledizione... tante vite quanti i granelli di sabbia racchiusi nella sua mano.Ecco che da tutto questo ho pensato di far partire una storia diversa, chiedendomi cosa sarebbe stata la Sibilla se davvero avesse vissuto tutte quelle vite. Sarebbe stata una donna come tante con una famiglia, un lavoro, una vita, ma con quel quid in più: l’opportunità di percepire, a contatto con cose, luoghi e persone, la loro storia più profonda.


Il Paranormale nella nostra vita. Per alcuni una certezza, per molti un bluff. Come si possono far collimare queste due realtà assolute?

Sfortunatamente ancora oggi si parla di "paranormale" come di un qualcosa che va oltre la realtà; ancora oggi si crede che con il termine "paranormale" si definiscano tutti quei fenomeni lontani da noi che spesso esulano nell’occultismo.Non è così. Per quanto mi riguarda il paranormale è più vicino ad ognuno di noi di quanto possa sembrare. Anche l’intuizione, il fatto di sapere in anticipo che una persona cara non sta bene, quella che spesso definiamo una forte sensibilità, potrebbe essere definito "paranormale".Il fatto grave è che sfortunatamente sono ancora pochi quelli che lo studiano seriamente. E’ più facile incontrare - ed è brutto a dirsi - molti buffoni che usano la parola "paranormale" per scopi illeciti.Personalmente ho avuto la fortuna di conoscere il grande studioso bolognese Piero Cassoli, psichiatra, uomo di grande scienza e grande cultura che ha sempre studiato i fenomeni paranormali con serietà, metodo e professionalità: l’unico modo per arrivare a risposte serie e non ad inutili ipotesi.


Una vita e mille possibilità. Credi che il nostro cervello possegga facoltà realmente non utilizzate che ci potrebbero permettere un’esistenza differente?

Credo che il cervello sia uno degli organi che ancor oggi può riservarci un’infinità di sorprese. Credo che vi siano una serie di facoltà inesplorate che possediamo e che sfortunatamente abbiamo lentamente perso. Sì, credo che recuperare alcune di quelle facoltà potrebbe rendere diversa la nostra vita.


Veniamo al libro. Per me una meraviglia. Sono rimasta coinvolta dalla storia al punto da sentirmene una parte. Era come assistere all’avventura nel mondo reale. Insomma, un romanzo che parla di altro, ed al contempo è perfettamente reale. Sei cosciente di avere creato un piccolo gioiello della nostra letteratura?

Sono commossa e non so come ringraziarti per le tue parole! No, non sono cosciente di aver creato un piccolo gioiello. Volevo solo raccontare la mia realtà, una realtà diversa, vicina e lontana allo stesso tempo. Non un paranormale spaventoso e spettacolare, ma intimo e riconoscibile. E, qualora sia riuscita anche in piccolo ad aver raggiunto tale meta, ad esser riuscita a far partecipe il lettore di questo tipo di realtà, ne sono felice! Quindi le tue parole mi riempiono il cuore di gratitudine, grazie!


Una vita, un’amore, rapporti intrecciati, madri, figlie, uomini e donne. Una visione della quotidianità che lascia supporre una vita dettata da certezze e positività. Sono caratteristiche in cui ti ritrovi o sei riuscita a trasmettere un desiderio?
Diciamo che tento sempre di considerare la metà piena del bicchiere, la parte più bella di ogni cosa. Ho parlato della mia quotidianità: una vita in cui, chiaramente, i problemi ci sono. La vita di ogni giorno è frenetica e spesso non si ha tempo per nulla, ma per me la famiglia e gli affetti sono tutto: sono le solide fondamenta che permettono ad una persona di sentirsi stabile. Tutto può cambiare, demolirsi, terminare, ma i rapporti familiari, i rapporti veri, le amicizie sono importanti e sono per sempre. Questa è una ricchezza di cui non potrei mai fare a meno.Un antico detto orientale cita: "Un uomo, per non aver vissuto inutilmente, nella vita deve aver fatto tre cose: aver scritto un libro, aver avuto un figlio ed aver piantato un albero".Io le ho fatte... spero di non aver vissuto invano!


Marina Dionisi - Il Dono Di Rebecca , Deinotera Editrice, 2006

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Paola Dentone intervista Marina Dionisi su "Il dono di Rebecca"


Il dono di Rebecca è un romanzo che coinvolge due realtà parallele: una dimensione concreta, quella cui tutti accediamo, ed un ambito discosto, aperto solo a quanti sono dotati di percezioni particolari, che li fanno entrare nel mondo del paranormale. La protagonista, Rebecca, incarna tali facoltà di sdoppiamento – involontario – tra la attualità del quotidiano, che a tutti appartiene, e l’altra dimensione impalpabile. Avverte vibrazioni, percepisce aloni attorno alle persone, che la trasportano altrove, consentendole di rivivere situazioni del passato, pur solo partendo da un semplice oggetto, oppure di scoprire verità, anche dolorose, dietro gli individui. Non è un bagaglio semplice, essere dotati di tali percezioni, quanto un “dono” di sensibilità accentuata che conduce a volte a sofferenza ed al coinvolgimento in situazioni inquietanti.


Abbiamo interpellato l’autrice affinché ci aiutasse a penetrare nell’universo di tali inconsuete vibrazioni e potenzialità individuali e le abbiamo chiesto di presentarsi e rivelare le motivazioni alla base della scrittura del libro in modo da consentirvi di accostarlo nel modo più autentico.

“Il romanzo è nato dalla voglia di raccontare un personaggio "speciale" senza renderlo "particolare". Non volevo creare un personaggio fuori dagli schemi e dai limiti, ma uno che potesse vivere nella quotidianità di ogni giorno: una donna comune con qualcosa in più. Tuttavia volevo giustificare una donna di questo tipo ed ho pensato di utilizzare la leggenda, quel mondo pieno di fascino, mistero e tradizione che ancora oggi ci regala personaggi molto poetici come quello della Sibilla. Ed ecco che avevo un personaggio di oggi con un passato antico, leggendario. Potevo arricchirlo di sensazioni, esperienze... di "vita" rimanendo a metà tra la realtà e la surrealtà. Ecco come è nato il romanzo e come è nata Rebecca. Nata per passione, per amore verso la vita, per voglia di raccontare e creare qualcosa che fosse pieno di speranza e potesse dare alle persone la possibilità di guardare alla vita come ad un insieme di meravigliose opportunità”.

D: Come è approdata alla scrittura e quale valenza ha per lei?
R: Mi è sempre piaciuto scrivere. Per me, scrivere è la vita! Scrivo da sempre, fin da quando ero ragazza. Ho iniziato con delle novelle, quindi sono passata ai romanzi. Ma perché amo tanto la scrittura? Forse perché sono una persona molto riservata: gelosa della mia privacy, mi sento terribilmente a disagio nel momento in cui devo dare una conferenza o, comunque, devo parlare in pubblico. Al contrario, mi sento a mio agio quando mi metto a "parlare" con un foglio: è quello il momento in cui sono me stessa, forte di quanto dico e racconto. Ho notato più volte che lo stesso argomento - se trattato a voce - perde spessore agli occhi della persona che sta ascoltando, mentre se viene scritto - forse a causa dell'argomento tanto particolare che tratto o forse per il fatto che una persona, nel momento stesso in cui si mette a leggere, "si dispone" a recepire - viene accettato con più oculatezza o, comunque, respinto con minor cinismo e chiusura mentale.

D: Il romanzo si insinua nella dimensione del paranormale. Come è giunta a tali convinzioni?
R: Non posso asserire di essere "arrivata" a credere nel Paranormale, perché vi ho sempre creduto fermamente! Perché? Non lo so... passione! So solo che ho passato la vita a studiare le vibrazioni e l'energia, a fare ricerche, a scovare anche il più piccolo indizio, che come una piccola tessera andavo ad aggiungere al grande puzzle del Paranormale che stavo costruendo solo per me.

D: Come viene percepita/accettata la sua grande fiducia sul paranormale?
R: Molto male! La gente ha bisogno di certezze, di stabilità. Tutto ciò che non si vede o che non ha ancora una spiegazione scientifica fa paura e di conseguenza viene negato. Ma come negare il mondo delle vibrazioni, dell'energia? Un acuto fa scoppiare un bicchiere di cristallo, il quarzo fa andare gli orologi, una sirena troppo forte ci fa tremare i timpani... eppure, sono vibrazioni che non si vedono, non si toccano!... E allora, perché negarle? Purtroppo, per la nostra mentalità occidentale è difficile concepire un mondo di vibrazioni che ci circonda e nel quale viviamo immersi; difficile da accettarsi in quanto non è concretamente tangibile, conoscibile. E allora? Allora è più facile negare ciò che non si vede, piuttosto che dover accettare una nuova verità che potrebbe mettere in gioco tutti quei principi sui quali si è basata la propria esistenza. Forse, anche per questo non amo mettermi in mostra: vado avanti per la mia strada, continuo con i miei studi portando avanti le mie ricerche e... quando qualcuno mi chiede se ho letto "Il dono di Rebecca", mi dice che gli è piaciuto e che è sul Paranormale... beh, sorrido e dico che... sì, prima o poi lo leggerò! Forse, i tempi stanno cambiando; forse con gli anni la gente si avvicinerà a questo argomento con più fiducia e meno timore. Per ora, penso proprio che dovrà scorrere ancora tanta acqua sotto i ponti!

D: Come colloca l'attività di scrittura nella sua quotidianità?
R: Sono una donna come tante altre; più volte sono stata definita "una donna di larghe vedute e senza pregiudizi" e devo dire che in questa frase mi ritrovo perfettamente. Il mio lavoro, l'ho già detto, è lo studio dell'energia e per mia fortuna ho in casa il mio studio. Inoltre, ho un marito, dei figli, una casa da mandare avanti e gli stessi problemi e le stesse gioie che hanno tutte le altre mogli e madri. Forse, l'unica cosa che mi differenzia da loro è questo mio modo diverso di concepire la vita e ciò che è oltre la vita: una certezza che ho sempre cercato di infondere nei miei figli, in mio marito e in chi mi sta accanto. Una certezza che può donare serenità e fiducia, al giorno d'oggi cose molto importanti. Quando scrivo? La sera; quando la giornata è finita e tutti dormono, mi metto finalmente a scrivere.

D: Ha già altri progetti di narrativa?
R: Prossimamente pubblicherò il seguito de "Il dono di Rebecca". Inoltre, ho iniziato a scrivere un altro romanzo che si intitolerà "La vera storia di Avalon". E' un romanzo che mi sta appassionando sempre più: giorno dopo giorno, più scrivo più mi appassiono, mi commuovo e vengo coinvolta dalle mie stesse parole; chissà che non riesca a far rivivere anche a chi mi leggerà le stesse emozioni che provo...

D: Considerata la matrice del nostro sito, ci racconta un viaggio per lei significativo?
R: Un viaggio, un paese... il mio preferito senza per questo nulla togliere agli altri paesi?... Ma naturalmente la Scozia! Adoro la Scozia, così bella e malinconicamente maestosa in tutte le stagioni! I castelli e la natura tanto aspra e spaventosa da essere meravigliosa! Adoro le leggende (come quella delle Dame Bianche) che fanno parte integrante di quel popolo tanto fiero, austero, ma anche tanto buono e generoso... sì, perché gli Scozzesi - nonostante quello che si dice - sono generosi ma chiusi, aspri e sanguigni come il colore dell'erica selvaggia che ricopre le colline tondeggianti della loro terra. Adoro il rombo dell'oceano che si infrange contro le scogliere livide, il grido disperato dei gabbiani che volano sfidando le raffiche del vento, l'erba che ondeggia al suono delle cornamuse... eh sì! Perché all'improvviso può passare davanti a voi un gruppetto di Scozzesi in Kilt, che suona una delle loro dolcissime musiche... e allora vi viene spontaneo chiedervi se siete nati nel posto giusto o se sarebbe stato molto più bello nascere là, in quel posto così pregno di vibrazioni e più vicino al cielo! E sapete cosa mi piace di più? L'odore della legna che arde nei camini, la puzza dei fiati e della birra che invadono i vicoli andandosi a fondere con l'odore della salsedine e del pesce lasciato a marcire in qualche angolo nascosto. Questa, è la Scozia! Un paese unico al mondo per i suoi abitanti, per le tradizioni, i Clan, la natura, per gli odori e per i suoni... e per un attimo penserete di essere in un angolo di paradiso a parte!