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La Rivista "Fertililinfe" recensisce Una gatta di nome Carla, di Carmen Golia

Posted by Deinotera Editrice - www.deinoteraeditrice.com on 07:23 in , , , ,


Una storia del quotidiano, una storia da raccontare. Una storia che ha la capacità di assumere forme diverse, oltre a quelle di ogni giorno. E' il sapore agrodolce che, con aromi particolari, intreccia difficoltà e momenti felici. "Una gatta di nome Carla" è tutto questo, dove femminilità e coraggio si fondono.La lettura porta l'attenzione a cogliere un personaggio a cavallo tra Bridget Jones ed Ally Mc Beal.
La solare e quarantenne Carla, nel momento in cui prende la decisione di chiudere la sua relazione con Augusto, non ha chiaro il reale significato d'essere single. Situazioni sentimentali tutt'altro che oneste e veritiere, tra risvolti sociali di mondi diversi dal suo per abitudini e regole, immerse in una contradditorietà dell'essere nel vivere, portano la protagonista ad avvolgere nel suo charme il tutto che la circonda per avventurarsi, poi, piena di spirito d'iniziativa in un insidioso percorso nonostante tutto allegro e divertente. Le disavventure, nella loro negatività, si dimostrano sempre e comunque stimoli positivi per far emergere la determinazione unita ad una giusta dose d'ironia, armi utili per affrontare la vita ed il mondo stesso. Il bisogno d'indipendenza si dimostrerà collante per riscoprire la donna vincente che in lei attende d'emergere.

Di Simone Colaiacomo

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Recensione di Simone Colaiacomo de "Una gatta di nome Carla" sulla Rivista "L'Occhio c'è"

Posted by Deinotera Editrice - www.deinoteraeditrice.com on 06:48 in , , , , ,
Carmen Golia in un simpatico romanzo da leggere d'un fiato
di Simone Colaiacomo


La vita quotidiana sa sempre dimostrarsi spunto per una storia da raccontare. E come ogni storia che si rispetti, se riesce a trasformarsi in narrativa, ha la capacità di assumere le forme più impreviste, oltre a quelle abituali e generalizzate. Ma una storia non può esser definita tale senza un sapore agrodolce che sappia intrecciare le difficoltà con la felicità.
"Una gatta di nome Carla", Deinotera Editrice (Roma 2006) è tutto questo, fondendo alla femminilità il coraggio, cosa che per secoli non è stata neanche lontanamente pensabile.
Sembra quasi di trovarsi a leggere di un personaggio tra "Ally Mc Beal" e "Bridget Jones". Infatti Carla, solare e seducente quarantenne, nel momento in cui prende la decisione di concludere la sua relazione con Augusto, non ha ben chiaro cosa significhi essere single. Imbattendosi in situazioni sentimentali tutt'altro che veritiere e oneste, tra risvolti sociali di mondi differenti dal suo per regole, abitudini, immerse nella frequente contraddittorietà del vivere, Carla si avvolge nel suo charme e, piena di spirito di iniziativa, si avventura verso un percorso insidioso ma divertente; le disavventure si dimostrano sempre stimoli positivi, nella loro negatività, al fine di far emergere la determinazione unita ad una giusta dose di ironia nell'affrontare il mondo. E il senso e il bisogno di indipendenza saranno collante per ritrovare una se stessa vincente, e non solo...