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5 Novembre 2011 Il Sito Truefantasy recensisce La nave del destino di Marco Mazzanti

Posted by Deinotera Editrice - www.deinoteraeditrice.com on 02:57 in , , ,

Colori dell'animo che profumano e sanguinano
“All'approssimarsi dell'anno Mille, in un mondo in cui il confine tra leggenda e realtà va sempre più assottigliandosi, quattro uomini si contendono il proprio diritto alla felicità. Tre gemelli, simili d'aspetto ma opposti nel carattere, e un re, che crede di aver perso per sempre il suo unico amore, saranno costretti a incrociare le proprie strade. Ma il destino è in agguato e la presenza di Asia, la cui bellezza è così prepotente da renderla simile ad un essere ultraterreno, sconvolgerà i piani di ognuno portando a conseguenze inaspettate. Una saga vivace e pittoresca, tra romanzo e favola, polittico di esseri fatati e strampalati artisti circensi che vivono sullo sfondo di due generazioni e d'una leggenda, quella delle sirene. Tra Mar Mediterraneo e Ponto Eusino, dall'Ecumene ad Edwilanàm, universo nascosto e misterioso, la storia di Maris e di Asia e del loro amore.”
Il Romanzo di Mazzanti “La nave del destino. Asia” è una storia che si dipana sottilmente, che scorre come seta tra le vite dei suoi protagonisti, che si apre in diverse scatole cinesi, ognuna delle quali nasconde e rivela un’apertura misteriosa e inattesa. La storia è intrisa di diversità lucenti e magiche, diversità malinconiche e timide, di amori difficili, tormentati, sfuggevoli e insidiosi. Il tempo del racconto e l’ambientazione si mostrano, pur nell’ambito del fantastico, particolarmente curati e ricchi di particolari di pregio, che rivelano una fantasia consapevole, che strizza l’occhio alla storia. L’autore individua un tempo cronologico preciso, le soglie dell’anno mille, dove la paura del nuovo e del cambiamento, del numero e dei suoi simboli, si riflette nella superstizione e nel timore del segno che profetizza sciagura. Una cometa rossa, un incubo ricorrente, la stessa folgorante bellezza della sua protagonista. Il luogo è un caleidoscopio di luoghi della memoria storica e letteraria: antiche città greche, sapori e odori delle spezie orientali, e colori soprattutto. I colori sono un doppio linguaggio per Marco Mazzanti, sono parte strutturale e integrante della sua poetica, sono colori precisi, netti, tinte con nomi che richiamano alla mente non solo tonalità, ma anche idee e sensazioni. Sono colori del ricordo e dell’arte, cromatismi dell’animo che profumano e sanguinano. La prima parte del romanzo prepara il terreno all’ultimo filone della storia: presentimenti che scorrono silenziosi e tetri, amori forti, lutti, dolore. Poi il circo, emblema letterario e cinematografico di grande significato intimistico, pieno di mistero e di inquietudine, di non detti e di allusioni al riso amaro di chi piange nel cuore. E’ con il circo che si scontra Asia, la protagonista tra i protagonisti. Tutti i personaggi infatti, a turno, meritano e ottengono l’attenzione e la cura dell’autore, che li scandaglia nel profondo della loro psiche. In particolare, dolcemente tenue eppure profondo il ritratto di Lug, uno dei fratelli del circo, che nasconde un segreto così attuale nella sua problematizzazione: una forma di “diversità” che si risolve nella serenità dell’accettazione del sé e degli altri e nell’immagine della nave che accoglie e conduce in un mare di pace.
Il romanzo riscrive inoltre la figura mitica della sirena, che non è il tratto principale, ma aggiunge alla letteratura di genere un nuovo elemento niente affatto scontato, ma originale e fiabesco. Fiaba, mito, storia, romanzo dai sapori esotici, sogno, e un fantastico nuovo, sfuggente, a tratti duro e introspettivo, che lascia di certo la sensazione che questo giovanissimo autore abbia molto, moltissimo da regalare con la sua scrittura di colore e sentimento.
Lavinia Scolari

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Luglio 2011 Il sito Lost in a Book recensisce L'uomo che dipingeva con i coltelli di Marco Mazzanti

Posted by Deinotera Editrice - www.deinoteraeditrice.com on 06:46 in , ,

Marco Mazzanti, giovane artista e scrittore, nonché collaboratore della rivista Historica - Il Foglio Letterario, è anche autore di altri romanzi: La nave del destino e Demetrio dai capelli verdi.

I protagonisti di questa affascinante vicenda ambientata in una terra lontana, sono due giovani apparentemente diversissimi, ma in realtà molto simili; uno è Dmtrj, un albino nato cieco che, non appena recupera la vista, scopre l'esistenza di centinaia di colori. Ama dipingere, ma non con i pennelli. Lui dipinge con i coltelli. Dipinge solo i soggetti che attirano la sua attenzione.
L'altro è Scile, figlio di una strega, che si prostituisce per vivere. E vive per vendicarsi.
Le loro strade si incroceranno presto per via della bellissima Asja.

E' una storia di amore, follia e vendetta. Bella e avvincente, anche grazie ad un linguaggio diretto, privo di dettagli inutili o descrizioni superflue. E' una storia originale, grazie alla quale percepiamo tante cose; non solo le sensazioni dei personaggi, ma anche gli odori, i colori che li circondano. Anzi, direi che la vicenda in sè è una profusione di profumi e colori che colpiscono il lettore, colori che diventano più importanti della vita dei protagonisti.


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Maggio 2011 Recensione di Carlo Menzinger, tratta da Anobii a La nave del destino di Marco Mazzanti

Posted by Deinotera Editrice - www.deinoteraeditrice.com on 06:15 in , , , ,

RECENSIONE


VOTO 4/5


Dopo aver letto tre romanzi di Marco Mazzanti, posso confermare la forte valenza per questo autore dei cromatismi nella sua scrittura.


Avevo già descritto “L’uomo che dipingeva con i coltelli" ( link ) (Deinotera Editrice – ottobre 2008) come un romanzo cromaticamente tagliente. Descriveva infatti le sensazioni e le vicende di un ragazzo albino cieco che riacquista la vista a sedici anni e diventa poi un pittore molto particolare.


Ho poi letto “Demetrio dai capelli verdi” ( link ) (Eiffel Edizioni – 2010). Se nell’altro romanzo il protagonista aveva i capelli bianchi, rappresentando quindi un’anomalia cromatica ma restando pur sempre nell’ambito del reale, in quest’altro romanzo, il terzo pubblicato da Mazzanti, Demetrio ha, appunto, proprio i capelli verdi e la sua pelle è azzurrina e lucente. Anche questo personaggio è un diverso e l’unicità del suo colore serve a descrivere con toni da fiaba il disagio di tutti i diversi, ancor più che i problemi del razzismo.

Il terzo romanzo che ho letto di questo giovane autore si intitola “La nave del destino – Asia” ed è edito da Deinotera nell’ottobre 2008.
Anche in questa lunga fiaba troviamo quella che, a tal punto, definirei quasi l’ossessione mazzantiana per il colore dell’epidermide. Asia, la splendida protagonista ha infatti capelli azzurri e quasi trasparenti, come quelli di una fata e lentiggini d’oro. È così bella che deve nascondersi sotto un burqua. Suo padre è un albino.


Anche questa storia, come le altre due, è ambientata in un passato strano, in cui alla Storia vera, appena accennata, si mescola una storia fantastica e fiabesca, peraltro senza alcuna pretesa ucronica. Anche la geografia mescola nomi reali e spesso esotici con altri che riterrei di pura fantasia.
Oltre alla protagonista, la cui bellezza è tanto straordinaria che se solo si sfilasse il burqa sconvolgerebbe il mondo, ci sono altri personaggi da fiaba, quali i tre gemelli dai capelli arancioni (ancora colore!), uno buono, uno cattivo e uno assente e i personaggi del circo, quali la coppia di donne barbute, la bella equilibrista Nina, il mangiatore di spade. Altri hanno connotazioni fantasy, come l’inquietante Garland, l’immortale Re dei Troll e le sue innumerevoli mogli sirene o l’uomo lucertola e suo fratello.

Quella che si svolge è una fiaba, ma sufficientemente lunga e ampia da accogliere tra le sue ali amori corrisposti e non, delitti, avventure, salvataggi, viaggi e altro ancora.
Forse qualche brano scorre un po’ meno di altri e pare superfluo ma nel complesso la storia si legge bene e la seconda parte, con il gemello buono, ormai rimasto solo, che cerca di salvare la bella Asia dalle grinfie di Re Garland, imbarcandosi verso terre esotiche e misteriose, diventa coinvolgente e spinge a leggere velocemente.

Credo che questo romanzo, sebbene pubblicato in contemporanea a “L’uomo che dipingeva con i coltelli”, potrebbe essere il primo scritto da Mazzanti, contenendo in nuce molti elementi degli altri due. È, forse, il più denso, proprio per l’accavallarsi di tante storie, come spesso capita con un’opera prima a un autore prolifico, che ha dentro di sé ancora tanto da narrare. Gli altri due sono più concentrati e lineari.

Lo stile, l’impostazione, il tipo di personaggi e di ambientazioni comunque si mantengono costanti al punto da caratterizzare fortemente e chiaramente questa fase produttiva di Mazzanti, rendendo la sua scrittura (sempre pulita e leggibile) come ben individuabile e riconoscibile. Garanzia questa per quei lettori che, apprezzato uno dei suoi testi, ne vorranno provare un altro.



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Dal settimanale "Il Monviso", dicembre 2009 su "L'uomo che dipingeva con i coltelli", Marco Mazzanti

Posted by Deinotera Editrice - www.deinoteraeditrice.com on 05:29 in , , , , ,

Un romanzo da mettere sotto l’albero


Un libro da mettere sicuramente in valigia prima di partire è “L’uomo che dipingeva con i coltelli” (pagg. 136 Euro 11,00) Casa Editrice Deinotera collana Eclissi d’inverno sia perché di agevole formato, sia perché la trama avvince dall’inizio e passa velocemente da un genere all’altro. All’inizio si è incuriositi dalla vicenda di un albino che acquista la vista e scopre per la prima volta i colori, che prova ad usare nei suoi dipinti. Poi il racconto prende velocemente un’altra direzione e l’arte lascia il posto o s’intreccia alla spiccata sensibilità nel cogliere i profumi, di provare e suscitare emozioni, per terminare in un modo inaspettato. Scritto in modo inappuntabile, sa regalare dolci descrizioni poetiche “I coltelli sono come ali di cigno sulla superficie di un lago…attingono il colore, fluido e denso come il sangue, e lo tessono con la delicatezza di un sospiro.” per cambiare via via registro e passare dalla raffinata ricerca del piacere alla perversione più sfrenata. Un libro per adulti in quanto le scene presentate sono abbastanza crude, per un pubblico annoiato dai soliti romanzi, che ama le emozioni forti. Acquistabile nelle migliori librerie o richiedibile sul sito http://www.deinoteraeditrice.com/


Andalusia

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Chariza world su "La Nave del destino. Asia"

Posted by Deinotera Editrice - www.deinoteraeditrice.com on 03:20 in , , , ,

Ma che bella, bella, dolcissima storia! Una favola romantica raccontata con garbo ed eleganza. Quasi una poesia in prosa. Davvero una storia delicatissima, come la sua protagonista.
Che meraviglia! Marco Mazzanti è riuscito proprio a dare l’impressione di un racconto orale, di una favola, dando però al contempo spessore ai personaggi e ritmo all’avventura. È proprio una storia di una sensibilità incredibile. E sono molto contenta di averla letta, di essere stata trasportata in un sogno.
C’è poco altro da dire… bello! Quando le cose sono così semplicemente belle le parole diventano superflue. Bisogna leggerlo e lasciarsi trasportare dalla magia che pervade le pagine.
Magico e poetico, davvero.

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Fantasyworld forumfree intervista Marco mazzanti

Posted by Deinotera Editrice - www.deinoteraeditrice.com on 03:15 in ,


L'intervista all'autore Salve Marco!


Mi permetto di darti del tu, visto che sei un utente del nostro forum. Dunque, prova a presentarti: chi è Marco Mazzanti?

Marco Mazzanti è un ragazzo nato a Roma, due anni prima del crollo del muro di Berlino, quindi sul finire del “secolo breve”.


Dove vivi e come trascorri la tua giornata tipo?

Vivo a Roma. Trascorro le mie giornate tipo studiando, leggendo e navigando su internet.


Hai degli hobby particolari (oltre alla scrittura, ovviamente)?

Sì. Mi piace molto disegnare, o dipingere con l’acquarello (non credo, però, di essere un asso!); oppure, specie nelle belle giornate, amo passeggiare.


Parlaci un po’ dei tuoi libri. Come li descriveresti?

Sono due romanzi ambientati in un mondo che per certi aspetti è una versione speculare del nostro: ci sono riferimenti a luoghi esistenti, ma anche e soprattutto elementi fantasiosi che traggono in inganno (in senso positivo e giocoso ).


Quanto si differenziano L’uomo che dipingeva con i coltelli e La nave del destino. Asia?

Moltissimo! Sono due romanzi completamente diversi, sia per genere che per stile. Il primo è un romanzo sulla pittura, scritto con frasi dirette ma con numerosi aggettivi (senza di essi le frasi sarebbero risultate, a mio parere, piuttosto “secche”); il secondo è una saga familiare di genere fantasy (anche se io preferirei parlare di fantastico o meraviglioso), dove lo stile è più fiabesco e floreale. Sono, in ogni caso, due romanzi per adulti.


Quando hai cominciato a scrivere e inventare storie?

Fin da bambino, come penso valga per la maggior parte di chi scrive e inventa storie. Spesso, il germe di tutto ciò si ha nei giochi che si fanno da piccoli; io, per esempio, giocavo con i Lego e costruivo labirinti, piramidi e case magiche, oppure inventavo storielle con i pupazzetti.


Quanto c’è di te nei personaggi che crei?

Tutto e niente… Si potrebbe intuire, leggendo “L’uomo che dipingeva con i coltelli”, che io dipinga, ma non c’è altro di me, in questo romanzo, se non… ecco, un’altra cosa c’è, adesso che mi ci fai pensare! La descrizione fisica di Scile, uno dei due protagonisti, coincide con quella del mio aspetto (o quasi… sicuramente, Scile è più bello di me!). Per il resto siamo due persone totalmente diverse!Per quanto riguarda La nave del destino, posso dire che di me, dentro questo romanzo, c’è la passione per tutto ciò che riguarda i misteri e il mondo delle creature incantate, tipico delle fiabe e del folclore.


Hai avuto degli ispiratori per le tue opere?

Chi ha letto “L’uomo che dipingeva con i coltelli”, mi dice spesso che ricorda Profumo, di Suskind, eppure io scrissi questo romanzo ispirandomi ad un mio personalissimo racconto noir (Riflesso Viola) di ambientazione romana (presente tra l’altro nel volume, in appendice al romanzo) che inviai nel 2007 alla giuria di un concorso (non raggiunsi alcuna graduatoria)! La nave del destino, invece è una saga, e come libri modello ho pensato ai romanzi “Cento anni di solitudine” e “La casa degli spiriti”.


In una parola, cos’è per te la scrittura?

Sentimento.


Come scrivi i tuoi libri? Di getto, stilando una scaletta degli avvenimenti o altro?

Prima di tutto inizio a pensare, pensare, pensare… elaboro e sogno i miei personaggi e le loro vicende… poi inizio a documentarmi, fare numerose ricerche, conseguentemente stilo una scaletta generale e, infine, comincio a scrivere.


Quanto tempo impieghi, di solito, per scrivere un romanzo?

“L’uomo che dipingeva con i coltelli” l’ho composto in un mese; “La nave del destino – Asia” in sei… quindi dipende molto anche dal periodo!


Qual è la tua atmosfera ideale per la scrittura?

Solitudine totale e qualche buona musica o melodia che accompagni la scrittura, accordandosi doverosamente col tipo di situazione o descrizione in corso di elaborazione!


Chi è il tuo autore preferito?

Sono molti gli autori che stimo (Dino Buzzati, Stieg Larsson, Neil Gaiman, Isabel Allende), ma è anche vero che grazie ad Anobii.com sto conoscendo moltissimi altri scrittori, esordienti e validissimi. Del resto, leggo un po’ di tutto: non ho un genere che prediligo… di conseguenza non seguo fedelmente alcun autore! In questo, sono uno spirito libero!


E il genere di libri che non ti interessano?

Qualunque genere potrebbe non piacermi… dipende da come è scritto, dalla simpatia che mi suscitano i personaggi, dal fascino della trama…


A tuo parere, cosa occorre per diventare un bravo scrittore?

Leggere tantissimo. Troppo.


Hai nuovi progetti in cantiere? Può svelarci in esclusiva delle news?

Sono un libro chiuso!


Hai un appello da fare a tutti coloro che hanno un manoscritto nel cassetto?

Consiglio, a chi ha un libro nel cassetto, di rivedere più volte il manoscritto, di lasciarlo decantare per un po’ di tempo, senza quindi lasciarsi sopraffare dalla fretta; inoltre dico anche di credere fortemente in quel che si ha scritto ma al tempo stesso di essere acritici: nessun autore può permettersi minimamente di dire d’aver scritto un bel romanzo… i libri agli scrittori, i giudizi (belli e brutti) ai lettori


Grazie per averci concesso quest’intervista!

A presto!Grazie a te! Un saluto grande a tutti gli utenti del forum!

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la giornalista Carla Casazza recensisce "La nave del destino. Asia" di Marco Mazzanti

Posted by Deinotera Editrice - www.deinoteraeditrice.com on 03:12 in , , , ,

Dovendo attribuire questo romanzo ad un genere letterario, lo definirei un fantasy, molto singolare, una fiaba per adulti dove non trovano spazio elfi e troll, dove non si combatte contro mostri o vampiri.


Perchè La nave del destino di Marco Mazzanti racconta, in modo estremamente poetico una saga i cui protagonisti sono gli strani componenti di un circo che intrecciano le loro vicende con una famiglia altrettanto strana che vive in funzione della bellissima figlia Asia. Siamo in un epoca non ben identificata, attorno all'anno Mille, in un luogo surreale che ricorda atmosfere mediterranee. Tre fratelli gemelli, dall'aspetto molto simile ma dai caratteri e dalle sensibilità assai diverse, rimangono conquistati dalla bella Asia, tanto che le loro vite ne saranno completamente sconvolte nel bene e nel male. E con esse anche quelle di coloro che hanno accanto. Ma La nave del destino è prima di tutto una storia d'amore. Anzi diverse storie d'amore che si rincorrono e si intrecciano in un girotondo surreale e magico.


Spesso, quando leggo un romanzo, per un qualche misterioso meccanismo mentale, mi capita di associarlo ad un opera d'arte o a un artista. Nel caso de La nave del destino ho subito pensato a Klimt e ad un'opera in particolare: Il bacio.

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I caffè culturali intervistano Marco Mazzanti

Posted by Deinotera Editrice - www.deinoteraeditrice.com on 03:10 in , , ,

"Chi è Marco Mazzanti?".
Marco Mazzanti:
"Marco Mazzanti è un ragazzo di Roma che ama leggere e scrivere e che nutre moltissimi altri interessi. E' un tipo estremamente attento ed al contempo incredibilmente distratto, spesso con la testa fra le nuvole, immerso nei propri pensieri ed altre volte impegnato in bizzarri viaggi immaginari che lo conducono poi a mettere su carta, scritta o disegnata, le sue fantasie".


I Caffè Culturali:
"Qual è il suo rapporto con le parole?".
Marco Mazzanti:
"Mi piacciono le parole, le sfumature della lingua italiana. Leggo e scrivo sempre con un vocabolario ed una grammatica vicini".


I Caffè Culturali:
"Perché?".
Marco Mazzanti:
"Perchè capita spesso che ci si dimentichi il significato di qualche parola, che venga qualche dubbio".


I Caffè Culturali:
"Quando e perché ha iniziato a scrivere? Come avviene il suo atto creativo".
Marco Mazzanti:
"Inventare storie, fantasticare, dare un volto alle mie fantasie... cose che adoro da sempre e che potrei dire di fare da quando ero bambino. Come avviene il mio atto creativo? Non lo so. Il tutto nasce da piccole cose/rivelazioni di ogni giorno: incontri, dialoghi, sogni, melodie, parole, volti visti di sfuggita, ricordi che rielaborati dopo anni si trasformano in qualcosa di più... A volte basta anche un'emozione, o uno stato d'animo particolare che ti rende propenso a cogliere aspetti della vita quotidiana che solitamente non si percepiscono... ed ecco salta fuori l'ispirazione per qualcosa: poesia, racconto, romanzo, ma anche un disegno, perchè no? Ultimamente sto tenendo un piccolo album dove disegno alberi".


I Caffè Culturali:
"Quando scrive lo fa solo per lei o anche per essere letto da altri?".
Marco Mazzanti:
"Se scrivessi soltanto per me, non avrei accettato di pubblicare. Scrivere (ma anche disegnare, dipingere, comporre poesie, perchè no?) è un modo come un altro per esprimere qualcosa, comunicare, confrontarsi (ma anche per sentirsi apprezzati, perchè la vanità - chi più, chi meno - è in tutti, anche nella persona più modesta). In un certo senso, scrivere (quando lo si fa per gli altri) è una sfida".


I Caffè Culturali:
"In cosa consiste la sfida?".
Marco Mazzanti:
"E' principalmente una questione di feedback e di feeling fra autore e lettore; è ovvio che ognuno ha gusti e pareri differenti e la sfida sta, da parte dello scrittore, nel saper apprezzare i commenti positivi ed accettare quelli negativi (senza risentimento). E poi, del resto, lo scrittore non è anche - e soprattutto - un lettore?".


I Caffè Culturali:
"Come immagina i suoi lettori?".
Marco Mazzanti:
"Ho conosciuto (personalmente e/o in chat) finora solo alcuni dei miei lettori e ciò mi ha riempito di gioia. Si tratta spesso di persone che hanno scoperto i miei libri su internet, oppure di amici di persone che sono mie amiche su myspace. Altre volte - e qui sta la maggior parte di coloro che ho conosciuto - sono autori esordienti come me, conosciuti su Anobii. Tutto questo per dire: perchè immaginare soltanto i propri lettori, quando li si potrebbe conoscere direttamente?" .


I Caffè Culturali:
"Come immagina il suo futuro di scrittore?".
Marco Mazzanti:
"Non lo immagino, non ancora, troppo presto! Penso al presente, senz'altro con la speranza di continuare a scrivere nuovi libri e di crescere attraverso le interviste che faccio sul mio blog".


I Caffè Culturali:
"Perché ha scritto L'uomo che dipingeva con i coltelli?".
Marco Mazzanti:
"Non c'è un motivo particolare che mi abbia spinto a scrivere questo romanzo... "L'uomo che dipingeva con i coltelli" nasce fortuitamente da un brevissimo racconto noir di ambientazione romana che scrissi nel 2007, Riflesso Viola; esso è stato inserito in appendice al romanzo ed è strettamente connesso col quarto capitolo del suddetto... non aggiungo altro, se non che leggerlo potrebbe rivelarsi una vera e propria, piccola sorpresa!".


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Recensionelibro su "L'uomo che dipingeva con i coltelli"

Posted by Deinotera Editrice - www.deinoteraeditrice.com on 03:07 in , , , ,

Di cosa parla "L'uomo che dipingeva con i coltelli" di Marco Mazzanti?
La storia di Marco Mazzanti è ambientata in una Europa antica. Dmtrj è un ragazzo albino, cieco dalla nascita, che grazie all'unguento miracoloso acquistato da un mago arrivato nel suo villaggio, riacquista la vista nel giorno del suo sedicesimo compleanno.


Dmtrj nel corso degli anni vissuti al buoi, ha imparato a sviluppare tutti gli altri sensi, riuscendo a sopperire senza problemi alla mancanza della vista. Ma dal giorno in cui i suoi occhi tornano a vedere, Dmtrj scopre il nuovissimo mondo dei colori. Il protagonista della storia, riesce a descrivere i colori, associandoli ai sapori. Ed è così che i capelli biondi della sorella, avranno un sapore dolce, quasi etereo, per l'appunto “biondo”. Essendo albino, Dmtrj è considerato figlio del demonio da tutti i suoi concittadini, e vive avendo contatti quasi solo ed esclusivamente con sua madre e la sua adorata sorella Anna.
Costretto a vivere una vita di privazione, Dmtrj diventa sprezzante nei confronti del resto del mondo, che impara a conoscere attraverso i colori, e il sublime linguaggio dell'arte, insegnatogli dalla sorella Anna.
Dmtrj disegna in modo incantevole, utilizzando coltelli affilati per spalmare i colori che, a volte, egli stesso realizza utilizzando fiori e foglie.
Il giovane albino abbandona il suo villaggio natio dopo che, in pochissimi mesi, una tremenda malattia gli porta via sia la madre che la sorella. Dmtrj, perduto ogni legame con il suo villaggio, inizia a viaggiare, e guadagna i suoi soldi realizzando dei ritratti. Ma il protagonista di questa storia non è un comune ritrattista. Sprezzante di ogni rispetto nei confronti del resto del mondo che lui definisce “la carne”, Dmtrj ritrae soltanto i volti delle persone che ritiene portatrici di effetti cromatici interessanti.
Lo stesso odio che anima il cuore di Dmtrj, è alla base delle azioni di Scile, altro reietto della società che vive venendo il suo corpo a ricchi signorotti. E' lui l'altro protagonista di questa storia di arte, emozioni, colori e passioni.
L'incontro tra Scile e Dmtrj, tra i due personaggi intrisi di una cattiveria atavica e senza freni, sarà la scintilla scatenante.

Marco Mazzanti descrive con naturale delicatezza le brutte anime dei protagonisti di questa storia. Le descrizioni dei colori sono incredibilmente veritiere, capaci di rendere agli altri sensi, ciò che solo la vista non può cogliere.

Un romanzo davvero bello, ben scritto e molto vicino, per stile e delicatezza, alla scrittura d'oriente.
“L'uomo che dipingeva con i coltelli” è una storia insolita, raccontata con ottima verve e buon ritmo: grande merito a Marco Mazzanti che riesce a descrivere l'arte mescolando tutti i sensi a sua disposizione. Chi è Marco Mazzanti
Marco Mazzanti è un artista a tutto tondo. Ama la pittura, la musica e, ovviamente, la scrittura. Appassionato delle fiabe di William B. Yeats e delle storie ispirate al “Piccolo popolo”, è uno dei collaboratori della rivista “Historica – Il Foglio Letterario”.

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Carlo Menzinger su "L'Uomo che dipingeva con i coltelli"

Posted by Deinotera Editrice - www.deinoteraeditrice.com on 03:03 in , , , , ,

“L’uomo che dipingeva con i coltelli” di Marco Mazzanti (Deinotera Editrice – Ottobre 2008) lo definirei un romanzo cromaticamente tagliente. Che Mazzanti oltre a scrivere, dipinga è evidente dal suo sguardo attento alle immagini e alle cromie.La narrazione risponde alla domanda: cosa farebbe e come diventerebbe un ragazzo albino cieco che a sedici anni riacquistasse la vista mai posseduta? La risposta si va facendo pagina dopo pagina più inquietante.Senza voler svelare nulla della trama, dirò qui soltanto che il ragazzo sarà subito ossessionato dai colori, diventerà un pittore ed userà una tecnica molto particolare, che si deduce facilmente dal titolo. I coltelli però avranno nella sua vita e nella storia anche altri ruoli.Se la percezione del mondo per un cieco è notoriamente diversa, la percezione per un albino che è stato cieco, può essere ancora diversa, al punto da portarlo ad interpretare diversamente e erroneamente gli altri.Su questi temi si muove l’autore con grande attenzione alle descrizioni, cromatiche, tattili e olfattive, trascinando il lettore in un vortice di sensazioni, a volte persino in una particolare sensualità traviata.Interessante è l’incontro con altre menti malate che non potrà che provocare scintille fatali.La storia è ambientata sul finire dell’alto medioevo, ma la collocazione temporale della storia non appare significativa, descrivendo caratteri universali che potrebbero muoversi in qualunque tempo.La lettura scorre veloce e appassionante, anche nonostante qualche debolezza linguistica, del tutto perdonabile.Un altro autore che merita di farsi strada.


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Libero libro recensisce "L'uomo che dipingeva con i coltelli" di Marco Mazzanti


“[...] Era incapace di godere delle cose e di amarle, non appena le aveva. Diceva di conoscere ormai la sua arte così a fondo, che essa non gli offriva più nessun segreto: e non offrendogli più segreti, non lo interessava più. [...] Gli restava, dunque, da conquistare, la realtà quotidiana; ma questa era proibita e imprendibile per lui che ne aveva, insieme, sete e ribrezzo; e così non poteva che guardarla come da sconfinate lontananze. [...]” (Ritratto di un amico - Natalia Ginzburg).Uso una citazione per descrivere l’ultimo lavoro di Marco Mazzanti, “L’uomo che dipingeva con i coltelli”, perché la trovo perfetta nel riassumere la trama.Dmtrj, nasce albino e cieco, vive sviluppando tatto, olfatto, gusto e udito per cogliere ogni sfumatura di un mondo buio e vuoto.Sfumatura, una parola di cui non ne conosce il significato, fin quanto un intervento eseguito da un forestiero, che si trova di passaggio nel suo paese, gli dona la vista. Una nuova vita in un mondo che si materializza dinanzi ai suoi occhi, ma nel mentre accosta le forme ad un nome, impara a conoscere colori e sfumature si rende conto che non prova sentimenti; il vuoto assoluto di un cuore che non apprende emozioni se non quelle che gli donano il dipingere e le sfumature di colori “impressi” negli esseri umani: “Pezzi di carne” e nulla più. Intraprenderà un viaggio o una fuga da qualcosa e verso un qualcosa che non sa definire, una ricerca costante che gli farà incrociare la strada di Scile.Scile è un giovane che si prostituisce per vivere, o forse, perché è l’unica cosa che sa fare in quanto è questa la vita che gli è stata insegnata sin da piccolo. Un giovane pieno di risentimento, odio e con una grande fame di vendetta.Cosa li unirà? L’”amore” per Asja, il distacco dai sentimenti, il considerare l’essere umano “carne” e il rosso colore del sangue.“L’uomo che dipingeva con i coltelli” è un libro che ti appassiona, per certi aspetti ricorda “Il profumo” di Patrick Süskind, i protagonisti (Grenouille nel “Il profumo”, Dmtrj, Scile) sono dei disadattati che vivono il proprio incedere con un grande malessere interiore.Bravo l’autore nelle descrizioni dei colori, riesce con metafore e similitudine a materializzare immagini che dalle pagine si trasferiscono nella mente del lettore, creando così dei veri e propri Flashback. Ma di contro si denota una mancanza di descrizioni nei momenti cruciali della narrazione, una pecca che purtroppo si sente alla fine della lettura, lasciando un po’ di amaro in bocca.


Note biografiche dell’autore:Marco Mazzanti, artista, scrittore e libero pensatore, è cresciuto leggendo le fiabe di William B. Yeats e coltivando la passione per tutto ciò che riguarda il “piccolo popolo”.Ama leggere, scrivere, disegnare o dipingere con l’acquarello ascoltando la musica. Collaboratore della rivista Historica – Il Foglio Letterario, gestisce un proprio blog – www.mmushroom.splinder.com – in cui intervista scrittori, editori ed artisti.

di Katia Ciarrocchi

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Saltinaria recensisce ""La Nave del destino. Asia" di Marco Mazzanti

Posted by Deinotera Editrice - www.deinoteraeditrice.com on 02:40 in , , , , ,

“La nave del destino. Asia”, è un romanzo moderno ma caratterizzato da una piacevolezza leggendaria. È la storia di tre gemelli, Lug, Maris e Kendeas, costretti ad incrociare le loro strade e il loro destino, con un re, Garland, sovrano dei Troll del Caucaso, che vive quotidianamente nella convinzione di aver perso per sempre la donna che aveva amato profondamente.
Entra a far parte della vita di ognuno Asia, una “fanciulla da sogno”, dalla bellezza corrompente, talmente ammaliante da sembrare un tremendo inganno.
Asia, involontariamente, ingarbuglierà i piani di ognuno, portandoli a competere per ottenere la tanto sognata felicità.
Il romanzo si snoda intorno all'anno Mille, in un mondo in cui non risulta affatto difficile confondere la realtà con la leggenda.
Un romanzo bello, scorrevole e caratterizzato da un finale decisamente imprevedibile.

Marco Mazzanti: artista, scrittore e libero pensatore, ama scrivere disegnare o dipingere ascoltando musica. Collaboratore della rivista Historica – Il Foglio Letterario, gestisce un proprio blog in cui intervista scrittori, editori ed artisti.