Da Il Notiziarioitaliano.it una bella intervista a Michele Maddaloni
In questi giorni l'eccellente ballerino di 'Amici' di Maria De Filippi sta presentando il suo libro, 'Sulle punte di un sogno', descritto cosi' dalla casa editrice: "Lungi dal voler diventare un testo autoreferenziale, “Sulle punte di un sogno” è un libro che racconta, con buona ritmica narrativa, emozioni, retroscena ed esperienze di un ragazzo caparbio e appassionato che cerca di realizzare il suo grande sogno. Il trasferimento a Roma a soli 11 anni, l’accademia, la dura gavetta, ma anche l’esperienza ad “Amici” di Maria De Filippi e le altre esperienze televisive, raccontate con trasporto e lucidità. Ricco di retroscena e inediti questo libro porta con se tutte le esperienze di questo ragazzo che come altri insegue i propri sogni e li vede crescere e cambiare in percorso di vita unico e significativo".
Il libro, presentato nei giorni scorsi al Salone del Libro di Torino, narra questa storia attuale e coinvolgente, fatta di momenti da favola e sacrifici e passioni.
Abbiamo intervistato Michele.
Forse il momento più duro di tutto il mio percorso è stato quando mi sono trasferito la prima volta da Bergamo a Roma per studiare all'Accademia Nazionale di Danza. Ero davvero piccolo, e la lontananza da casa, dai miei genitori e dalle mie sorelle è diventata, ad un certo punto, insostenibile. Poi lo studio della danza richiede molti, moltissimi sacrifici, tanto lavoro, ma tutto questo l'ho accettato nell'istante in cui ho sentito che sarei diventato un ballerino. Fa parte di me.
Perché hai scelto di scrivere un libro sulla tua esperienza?
Sinceramente non avrei mai pensato che un giorno avrei scritto della mia esperienza di vita! Poi sono stato contattato dai dirigenti della casa editrice, loro mi hanno suggerito e convinto che la mia esperienza sarebbe potuta anche essere di aiuto e di esempio ai tanti ragazzi che sognano di entrare nel mondo dello spettacolo. E così la possibilità di raccontare in un libro la mia storia di ragazzo ancora ventenne mi è sembrata meno strana, ed ho iniziato a scrivere, sentendomi sempre più coinvolto in questo progetto inatteso. Man mano che procedevo sono affiorati tanti ricordi, tanti aneddoti. Mi ci sono voluti sei, otto mesi per finire il libro, un vero e proprio tuffo nel passato, nella memoria, in me stesso.
Ed ora, quali i piani per il futuro?
I miei piani per il futuro sono diversi. Pochi giorni fa c'è stata l'inaugurazione della Scuola di Danza di cui sono Direttore Artistico, la PomeziAccademy, e per me è stato l'avverarsi di un sogno. L'inaugurazione è stata una vera festa, e la PomeziAccademy sarà non solo una scuola di danza ma anche un punto di incontro per tutti i giovani ballerini che vorranno frequentare gli stage tenuti da famosi personaggi del mondo dello spettacolo. Dal canto mio ho intenzione di dedicarmi con tutta la mia esperienza e il mio entusiasmo alla PomeziAccademy insieme a tutti i miei collaboratori. Per tutte le informazioni sugli orari dei corsi, sugli stage potete consultare il sito internet http://www.pomeziaccademy.com/
Ma non c'è solo la danza nel mio futuro, una delle mie più grandi passioni infatti è e rimane la recitazione. Dopo l'esperienza sul set del film 'Sentirsi dire' spero di avere altre opportunità nel cinema, nella fiction. E c'è un progetto completamente nuovo, in via di realizzazione proprio in queste settimane, che mi vede tra i protagonisti. Non posso anticipare molto per ora, si tratta di un format originale, italiano. Altro non posso aggiungere, ma prometto a tutti i miei fan che saranno aggiornati presto, spero già all'inizio del 2011. Da tempo poi, sono il portiere e il Direttore Generale della Nazionale di Amici Gli Angeli della Tv. Io e i miei compagni, tutti usciti dalla trasmissione Amici, siamo a disposizione di chiunque ci chiami per eventi di beneficenza, e sempre più richiesti. E' il modo perfetto di usare per scopi nobili la nostra popolarità, e l'affetto e l'entusiasmo che avvertiamo ogni volta che scendiamo in campo è la miglior ricompensa e lo stimolo ad andare sempre avanti. Inoltre il 23 Ottobre prossimo, allo stadio Santa Colomba di Benevento, debutterò anche nella squadra Mediaset Stars, allenata da Ciccio Graziani e con la direzione tecnica di Arrigo Sacchi in un torneo di calcio a scopo benefico che vede coinvolte 5 squadre formate da personaggi dello spettacolo, della musica, dello sport e della politica. L’incasso della manifestazione sarà devoluto all’Ail – Associazione Italiana contro le Leucemie-linfomi e mieloma, e ad alcuni progetti di ematologia e oncologia pediatrica.
Vi aspetto tutti per questo importantissimo evento!
Sicuramente Amici ha giocato una parte fondamentale nella mia vita artistica, mi ha fatto conoscere al grande pubblico e mi ha, alla fine della trasmissione, dischiuso una strada ricca di opportunità. Ho infatti lavorato per tre anni a Buona Domenica ed al Maurizio Costanzo Show.
Ti senti arrivato?
No, non mi sento arrivato! E penso che un artista non possa mai sentirsi davvero arrivato. Ho tanti progetti che vorrei realizzare. La PomeziAccademy poi per me è sì un sogno realizzato, ma è un punto di partenza, non un traguardo. Voglio impegnarmi il più possibile per portarla ad altissimi livelli.
Fra tutti questi impegni, c’è posto per la vita privata e per l’amore?
Il tempo da dedicare agli amici, e all'amore, è sempre poco, con la scuola poi si è ulteriormente ridotto, ma tutto sta a sapersi ritagliare dei momenti da trascorrere con le persone care. E' un modo di ricaricarsi di energia, di positività per rendere poi al meglio sul lavoro.
Hai qualcuno accanto a te adesso?
No, attualmente sono single. Anzi posso approfittare per mandare un appello? Cercasi disperatamente fidanzata, possibilmente al di fuori del mondo dello spettacolo. A parte gli scherzi, sono sicuro che quando arriverà la donna giusta saprò riconoscerla.
Oggi, molto più di qualche anno fa, proprio grazie a trasmissioni come 'Amici', sono davvero moltissimi i ragazzi che sognano di ritagliarsi un angolo nel mondo dello spettacolo. A tutti loro io consiglio soprattutto di guardarsi dentro, e di capire davvero cosa vogliono e possono diventare da grandi. Non devono lasciarsi influenzare da niente, da nessuno, neanche dalle aspettative dei genitori. Questo è fondamentale non solo rispetto alla danza, al canto o a qualunque materia artistica, ma vale per tutto, per lo sport, per la scelta dell'università. Ognuno di noi nasce con un talento, ma questo non basta. Servono determinazione, fatica, impegno, costanza e fortuna per realizzare se stessi e i propri sogni. In bocca al lupo a tutti!
Recensione del sito L'Agenda delle mamme a Fiocco di neve e il profumo di terre lontane Luli Gabrieli
Chi ha amato la storia del film "Alla ricerca di Nemo" amerà questo libro.
Questa volta però non si tratta di un pesce pagliaccio, ma di un pinguino temerario di nome Fiocco di Neve che, per amore di Ondina, la sua pinguina preferita, affronta l'oceano e la terra oltre i ghiacci, attraverso la Grande Barriera del cimitero delle baleniere. Fino all'incontro ravvicinato con gli umani, che nella colonia dei pinguini sono famosi per essere crudeli e spietati con gli animali indifesi. Presto Fiocco di Neve scopre che ci sono umani cattivi ma ci sono anche quelli buoni, amici dei pinguini; scopre che anche la natura sa essere malvagia e che le orche, seppur grandi e pericolose, si possono affrontare, perché l'amore aiuta a superare anche le difficoltà più estreme. Nel viaggio Fiocco di Neve incontrerà anche una simpatica cucciola di balenottera azzurra, che lo accompagnerà fino alla terraferma e, con una buona dose di "beata" incoscienza, renderà il tutto più divertente e avventuroso. Alla fine del libro Fiocco di Neve è diventato un pinguino adulto, il pulcino con le piume arruffate delle prime pagine si è trasformato in un giovanotto forte e coraggioso, pronto a compiere il passo più importante della sua vita...
Fiocco di Neve e il profumo di terre lontane è un libro scritto con penna gentile, illuminato dai colori di fondo dell'oceano, dei ghiacci e degli animali polari. Un racconto ambientato nel luogo pià freddo della terra e nonostante questo "caldo" e piacevolissimo, da leggere d'inverno sotto lo coperte, da soli o con mamma e papà.
Luli Gabrieli - autrice
Lavora come correttrice di bozze ed editor presso una casa editrice e si interessa di letteratura per bambini. Fiocco di Neve è la storia che avrebbe voluto raccontare ai suoi tre figli quando erano piccoli e che regala adesso a tutti i "cuccioli umani" perché non smettano mai di scoprire quante sorprese ci riserva la vita.
Il brano
"Senti questo odore?" disse Ondina alzando il capo e annusando il vento che andava verso il mare
"Quale?" chiese Fiocco di Neve incuriosito
"Senti. Annusa il vento"
Fiocco di Neve si mise d'impegno ad annusare il vento.
"Non sento niente. C'è il solito profumo meraviglioso di pesce fradicio...e del muschio, dei licheni...non mi sembra che..."
Improvvisamente si bloccò; in effetti nell'aria c'era un altro odore...solo che lui non lo conosceva! Era un odore amarognolo che gli restava in gola; non riusciva più a inghiottire...che strano! Non avrebbe saputo paragonarlo nè al profumo del pesce marcio, nè al profumo dei calamari...nè al profumo delle alghe dell'oceano. Ma cos'era dunque quell'odore?
"Hai capito? - disse Ondina soddisfatta - E' il profumo del tarassaco"
"Il profumo del tarassaco? - ripetà Fiocco di Neve - Non ho mai mangiato questo pesce, il tarassaco"
"Lo credo. E poi non è un pesce ma un fiore"
(...)
"E da dove viene questo tara...che?"
"Tarassaco"
"Lo hai visto?"
"No, ma lo vedrò" rispose Ondina con decisione.
titolo: Fiocco di Neve e il profumo di terre lontane
editore: Deinotera
collana: Il Bassotto
anno: 2010
prezzo: 11 euro
età: da 7 anni
Dieci Minuti con: Michele Maddaloni
Intervista a Michele Maddaloni, "Sulle punte di un sogno" su Format.Blogosfere.it

La speciale vicenda umana ed artistica di Michele Maddaloni, ballerino approdato a Roma dalla provincia per affacciarsi nel magico mondo dello Spettacolo, è protagonista del libro appena edito da Deinotera, "Sulle punte di un sogno".
Il volume (qui la pagina dedicata su facebook) è presente dal 13 al 17 maggio al Salone del Libro di Torino.
Basta un particolare a rendere diverso il percorso di questo ex ragazzino dall'aria indifesa e dalla volontà ferrea: Michele ottiene il permesso dalla famiglia, residente nella lontana provincia di Bergamo, di trasferirsi da solo nella capitale alla tenera età di 11 anni. Da allora, coltiva con tenacia la voglia di affermarsi nello show business.
Il suo curriculum ha ascendenti nobili: allievo alla scuola di danza del Teatro alla Scala di Milano, si diploma come ballerino classico presso la scuola del Teatro dell'Opera di Roma. La tv gli offre però la ribalta decisiva e la scorciatoia per la popolarità. Il vasto pubblico del talent show Amici impara a conoscere nel 2002 il ragazzino dal viso d'angelo, dote naturale che fa un po' soffrire il ballerino che preferisce essere apprezzato per le capacità sviluppate in lunghi anni di studio che per l'aspetto fisico.
A Format, Michele Maddaloni parla del libro, da lui stesso scritto, emozionante come un romanzo e denso di aneddoti sconosciuti sul dietro le quinte della tv.
Ed annuncia in anteprima un progetto inedito che lo vedrà ancora protagonista sul piccolo schermo.
"Sono stato contattato dai dirigenti della casa editrice- racconta- nell'estate del 2008. All'inizio, l'invito a scrivere la mia storia, di un ragazzo ancora ventenne, mi è apparso anomalo. Ma ben presto mi sono reso conto che la mia esperienza poteva rappresentare un esempio per tanti ragazzi che provano ad entrare nello spettacolo. L'ho scritto di getto, e man mano che procedevo sono riaffiorati tanti ricordi interessanti, sulla mia vita e sul mio lavoro".
Oggi, a 28 anni, Michele rivede con affetto il bambino che viveva da solo nella grande metropoli, proveniente dalla piccola Calusco D'Adda.
"E' stato il momento più delicato del percorso. Trasferirmi a Roma ,dove avevo sostenuto con successo il provino per entrare alla Scuola dell'Opera, mi entusiasmava. E' stata una scelta facile, prima, molto dura in seguito. Alla fine del primo anno sono cominciate le difficoltà. Andavo bene come ballerino, ma male a Scuola. Vivevo con miei colleghi di danza più grandi in un appartamento in affitto. Ero molto libero, ma ero pur sempre un bambino lontano dalla famiglia."
"Mi sentivo spesso solo. Per fortuna mi sono sempre stati vicini i ragazzi. E soprattutto la mia famiglia. Mio padre ha assecondato la mia volontà, lui in effetti era contrario. Il primo anno ,ogni settimana, finiva il suo turno di lavoro come macchinista ferroviere e veniva in casa a Roma ad accudirmi, ad occuparsi di me. Devo davvero tanto a lui e mia madre, che hanno accettato la richiesta così particolare per aiutarmi a coltivare un talento, ma sempre stati presenti nella mia vita".
Dopo tanti anni, ha trionfato la volontà di Michele. Il bilancio artistico di oggi segna in attivo tanto lavoro in tv, un mezzo a cui non era interessato.
"La mia carriera era orientata in effetti al teatro- afferma- ho fatto i provini di Amici per caso, trascinato da un amico che a sua volta si presentava come cantante. Sono andato controvoglia. Poi, come talvolta capita, hanno selezionato me e scartato lui. Mi è dispiaciuto molto per il mio amico. Per me, che non ci credevo tanto, Amici invece si è rivelata un 'esperienza formativa. Mi ha fatto conoscere al grande pubblico, ha un po' buttato per aria i miei progetti."
"Sul piano umano, ho stabilito un rapporto speciale anche se conflittuale sopratutto con il coreografo Steve La Chance e con l'insegnante e coreografa Rossella Brescia, e ho apprezzato la sensibilità, l'altruismo e l'intelligenza di Maria De Filippi."
Il libro illustra tanti retroscena inediti di quella esperienza, vere chicche per gli appassionati di televisione. Ma ogni medaglia ha il suo rovescio.
La tv gli ha dischiuso una strada ricca di opportunità, gli ha permesso di lavorare per tre anni a Buona Domenica ed al Maurizio Costanzo show, ma l'ho ha distratto dal percorso accademico, che richiede dedizione assoluta.
"E' difficile rientrare in Teatro- si rammarica- perché lì bisogna starci dalla mattina alla sera. Non puoi dedicarti ad altro. La tv ha reso il mio cammino più interessante ma anche più complicato."
Oggi Michele gioca nuove carte, e registra anche qualche immancabile amarezza.
"Ho fatto un film per il Cinema- dice- che però non ha trovato una distribuzione. Mi piacerebbe molto dedicarmi alla recitazione, pur non abbandonando il balletto. La strada della Tv, del Cinema, sono difficili, ma le percorrerò con la tenacia che ho sempre avuto."
"Al di fuori del Teatro, lo Spettacolo è pieno di insidie. Ho fatto tanti casting per programmi tv, ma ho l'impressione che spesso i provini siano pilotati. La tv purtroppo funziona così, si formano gruppi di lavoro ed è difficile inserirsi. Ogni regista o autore ha i propri rapporti privilegiati."
Dopo tanti sacrifici, Michele non molla, pronto a ripartire con un progetto nuovo di zecca.
"Inizia dopo l'estate -annuncia- un nuovo programma per un canale del digitale terrestre. Sarà un format originale ,italiano, dall'argomento particolare. Io farò un concorrente...speciale. Per scaramanzia non voglio aggiungere altro. Top secret, per ora, ma prometto ai miei fans che saranno aggiornati non appena ci sarà l'ufficialità dalle pagine di questo blog".
Arrivederci presto con Michele su Format, dunque.
Il sogno del ballerino dal viso d'angelo, emigrato a 600 chilometri da casa a soli 11 anni, prosegue...
Sulle punte di un sogno su Raitre - Cominciamo bene
Recensione di Saltinaria su "La Non Guida di Roma"
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Il futuro, però, sa sempre rivelarci qualche piccolo imprevisto poiché proprio il 20 Ottobre 2009 presso la Sala del Caroccio in Campidoglio viene presentato un libro a dir poco sorprendente: “La non guida di Roma – Tutto quello che non avreste mai potuto sapere” di Giuseppe Maranelli.
Roma, per i suoi cittadini, non è più un mistero da anni soprattutto per i giovani che non vedono l’ora di lasciarla per girare il mondo: questo libro sa risvegliare, come nessuno mai aveva fatto, la passione del voler riscoprire una delle città più belle del mondo nel suo essere eterna, ma soprattutto ricca di storie sconosciute anche ai più anziani dei suoi abitanti.
Storie di papi che vissero due volte, Mastro Titta e la bocca della verità più tante altre piccole vicende che contornano questo piccolo scrigno di curiosità e meraviglie che, in fin dei conti, sembra essere segnato anche da una piccola linea geografica laziale che collega i vari luoghi dei capitoli.
Da avere assolutamente per chi ha voglia di riscoprire la città eterna.
Articolo di: Simone Vairo
Grazie a: Deinotera
Sul web: www.deinoteraeditrice.com
Fiocco di neve e il profumo di terre lontane, di Luli Gabrieli in arrivo.

Mentre aspettiamo che il tipografo ci consegni il romanzo di Michele Maddaloni, "Sulle punte di un sogno", vogliamo anticiparvi la nostra prossima uscita.
E' il nostro secondo libro per bambini e siamo sicuri che sarà un successo, date le soddisfazioni che ci ha dato il nostro primo libro per bambini: "Bughi, il bambino nero".
Inoltre siamo anche sicuri che vi piacerà in quanto abbiamo capito quanto siano fantastici i vostri figli, quanto siano curiosi, quanto siano unici. Abbiamo scoperto un mondo fatto di immaginazione e voglia di scoperta e crediamo che Fiocco di neve possa regalarvi un'altra grande emozione.
Ma di cosa parla Fiocco di neve?
Fiocco di neve è la storia di un pinguino coraggioso. E' piccolo, certo, ma quando la sua amica Ondina viene rapita mette da parte ogni dubbio e parte alla sua ricecrca. Ma Fiocco non è da solo! Perché ad accompagnarlo ci sarà Spuma, una cucciola di balonettera azzurra. Insieme affronteranno mille avventure e altrettanti ostacoli, ma scopriranno anche che bella avventura sia la vita.
In uscita: "Sulle punte di un sogno", il libro di Michele Maddaloni

Sito di Michele: http://www.michelemaddaloni.it/
Grandi novità per il 2010

Buon Natale a tutti!

Dal settimanale "Il Monviso", dicembre 2009 su "L'uomo che dipingeva con i coltelli", Marco Mazzanti

Piulibripiuliberi... un grande successo!
Chronica dedica un articolo a "La Non Guida di Roma" (articolo di Giulia Siena)

Chi, arrivando a Roma, non si è chiesto come mai venisse sparato un colpo di cannone in piena mattinata? Chi, trovandosi nel Pantheon, non si è mai chiesto come mai avesse quella forma e all’interno ci fosse un oculus? E per quale motivo è stata costruita una Piramide nelle Mura Aureliane e quindi all’interno della cinta di difesa della città?
“La Non Guida di Roma” diventa uno strumento divertente di esplorazione culturale perché, con questo libro, ogni cittadino diventa turista nella propria città così come ogni turista riesce a fare propria un po’ della città nella quale si trova.
La Non Guida per turisti e Non, articolo di Stefano Giovinazzo

Conoscere Roma attraverso percorsi alternativi, con aneddoti, storie, e curiosità simpatiche e fedeli alla storia. Questo e molto altro troviamo all’interno del volume di Giuseppe Maranelli “La Non guida di Roma” (Deinotera editrice, 2009). Il libro è stato presentato martedi 20 ottobre presso la prestigiosa sala del Carroccio al Campidoglio. All’evento, seguito da un pubblico interessato, hanno partecipato oltre allo scrittore, il direttore editoriale Zaira Maranelli e il Presidente del consiglio comunale Marco Pomarici.
Questa di Giuseppe Maranelli è una guida insolita rispetto a quelle esistenti. Come afferma l’editore, che ha aperto la discussione della scorsa settimana, “non ci sono mappe. Questo libro offre al cittadino romano la possibilità di trovare un tempo di riflessione e ammirare tutto ciò che lo circonda e conoscerne le storie“. Questo volume rappresenta “un saggio a tutti gli effetti, dove tutti i fatti sono stati verificati con cura”. Lo stile usato in questo lavoro, sottolinea la Maranelli, adotta un “linguaggio volutamente immediato, domestico, familiare“.
Perché nel Pantheon piove di meno? Perché alla destra della Fontana di Trevi si trova un grosso vaso da barbiere? Dove si può attraversare l’Italia in soli tre passi? Queste e tante altre curiosità vengono soddisfatte nella “Non guida”.
L’evento si è concluso con alcune pillole a cura dell’autore che ha ricordato il suo lungo e felice rapporto con i turisti nel territorio di Roma. Questo meraviglioso scambio professionale è stato un imput importante per la stesura della “Non guida di Roma“.
Giuseppe Maranelli, lavora da 30 anni nell’ambito del turismo. Gestisce un portale su Roma:
Autore: Giuseppe Maranelli
Presentazione al Campidoglio de "La Non Guida di Roma. Tutto quello che non avreste mai potuto sapere"


Il Recensore.com recensisce "La Non Guida di Roma. Tutto quello che non avreste mai potuto sapere"

Le tante identità della capitale. “La Non guida di Roma” (di Stefano Giovinazzo).
Nel libro di Giuseppe Maranelli, “La non guida di Roma” (Deinotera editrice, 2009) l’Urbe assume tante identità. L’autore romano ci porta alla scoperta di quello che “non avreste mai potuto sapere“.
Dalla statua di Pasquino alle oche del Campidoglio. Statue, affreschi, palazzi. A Roma tutto non è come appare. Dietro quei pezzi di storia si celano i racconti degli storici che Maranelli, con un arguto lavoro di documentazione, mette nero su bianco per offrire una guida molto interessante, un’antiguida che i romani sapranno far propria e custodire negli scaffali vicino a quelle “istituzionali”. Nelle 168 pagine del libro edito da Deinotera, si racconta la storia costruita attorno alla statua di Pasquino, diventata oggetto di invettive ironiche e graffianti ancora oggi. Si descrive anche la “miracolosa” respinta dei Galli ad opera delle oche ed il loro starnazzare al Campidoglio, simbolo della politica romana.
I papi: tra religione e peccati. Il papato e la religione cristiana è custodita a Roma, attorno a Piazza San Pietro, territorio dello stato di Città del Vaticano. Maranelli calca molto la mano sulle vicende religiose legate ai papi e non fa sconti, raccontato per filo e per segno gli errori e la facciata spesso oscura che avvolge il mistero dei papi. Si narra della castrazione delle “voci bianche”, favorite dalla Chiesa per costituire dei cori musicali all’altezza delle celebrazioni, alle decapitazioni comminate nei secoli.
A breve la casa editrice romana, metterà sul mercato nuovi volumi sulle Non guide con itinerari di Firenze, Venezia, Torino, Milano, Bologna, Ravenna, Napoli e Palermo. Un’iniziativa lodevole per riscoprire luoghi, personaggi e segreti della nostra penisola e offrire una guida alternativa a quelle convenzionali.
Giuseppe Maranelli, lavora da 30 anni nell’ambito del turismo. Gestisce un portale su Roma: www.rometorurismservices.com. Da sempre a contatto con i turisti di ogni paese, ha imparato a riconoscerne gli interessi e le curiosità. L’idea della Non guida nasce per rispondere a queste esigenze e alla volontà di raccontare una Roma inedita e inaspettata.
Voto: 7
Radio 24 Il Sole 24 ore intervista Giuseppe Maranelli su "La Non Guida di Roma. Tutto quello che non avreste mai potuto sapere"
Esce "La Non guida di Roma. Tutto quello che non avreste mai potuto sapere"

Perché alla destra della Fontana di Trevi si trova un grosso vaso da barbiere?
Dove si può attraversare l’Italia in soli 3 passi?
Chi sono le cortigiane oneste?
Cosa ci fa una partoriente nella Basilica di San Pietro?
Dove è stato assassinato Giulio Cesare?
Quale papa morì due volte? Come fa un obelisco a poggiare sul vuoto?
Cosa ci fanno dei cardinali mezzi nudi e sotto la pioggia?
La Città del Vaticano è un’enclave?
Quale leggenda nasconde la lapide del Papa mago?
La Non Guida di Roma risponde a queste e ad altre domande per raccontare curiosità, aneddoti, rivalità e vendette di quegli uomini che hanno reso grande, in ogni tempo, la città eterna.
Patrizia Dall'Occa per Agoravox intervista Marina Dionisi

Perché tutto il visibile riposa sull’invisibilel’intellegibile sull’incomprensibileil tangibile sull’impalpabileNovalis
Per passione personale, adoro tutto ciò che tratta del paranormale. Quanti avranno amato il Sesto Senso, o The Gift? Con Marina, però, giochiamo in casa. E’ una studiosa dell’Energia e del Paranormale.
Carlotta Degl'Innocenti recensisce il secondo libro di Marina Dionisi

Secondo romanzo di Marina Dionisi che prosegue e completa il primo libro d’esordio dell’autrice. Il racconto trasporta il lettore nell’universo, sia personale che generale, di coloro che hanno il dono della sensitività. La storia è suddivisa in una successione di episodi cronologici con uno stile descrittivo gradevole che si presta volentieri a una trasposizione cinematografica. L’autrice, studiosa dell’energia e del paranormale, ha partecipato a numerosi programmi televisivi e radiofonici dando un forte contributo alla comprensione di alcuni fenomeni che vanno al di là della nostra più fervida immaginazione. Eventi o manifestazioni dei quali ci sentiamo, nonostante tutto, attratti e da lei raccontati con molta semplicità, in un romanzo ambientato nei giorni nostri.
Mokaweb Caffè letterario intervista Marina Dionisi.

I miei scritti sono nati dalla voglia di far conoscere agli altri il "mio" paranormale: un paranormale che non vuole né spaventare, né essere sensazionalista. Un paranormale che altro non è se non il mondo delle vibrazioni emanate da tutto ciò che ci circonda, siano i luoghi, le persone o gli oggetti.
Due inviti nella stessa sera: da una parte una cena con Brad Pitt, e dall'altra un invito ad una seduta spiritica. Cosa scegli?
Ma sicuramente una serata con Brad Pitt!!
Lo studio del paranormale è una ricerca continua sui grandi temi esistenziali, primo fra tutti la morte.Come si colloca il tuo lavoro artistico?
Nel mio lavoro artistico riporto ciò in cui credo: niente ha mai fine. La morte non esiste, è solo una mutazione vibrazionale.
Si possono condividere con il grande pubblico attraverso un libro di narrativa, temi esoterici?
Attraverso un libro di narrativa, con il pubblico si possono condividere sia temi esoterici che qualsiasi altro tema. Credo che il vero compito dello scrittore sia quello di prendere per mano il lettore e portarlo con sé, passo dopo passo, lungo la strada che vuole mostrargli. Deve cercare di coinvolgerlo facendogli capire, provare, sentire, vivere ciò che ha provato, vissuto e sentito lui.
Esiste l'aldilà?
Sì, sono convinta che esiste.
Quali letture consiglieresti a chi è completamente profano del paranormale?
Consiglierei i "Quaderni di Parapsicologia" del Dott. Piero Cassoli. E' una raccolta di articoli riguardanti la sperimentazione scientifica e la ricerca Parapsicologica.
Paola Biondi intervista Marina Dionisi per il settimanale Diva e donna
Di Paola Biondi
MILANO – agosto
Protagonisti e studiosi del paranormale appartengono a un mondo un po’ misterioso, che si snoda parallelo a quello in cui scorre normalmente la vita quotidiana. Il sensitivo e chi ne analizza le capacità si incontrano e tra loro si crea un rapporto basato sulla fiducia. Tuttavia è abbastanza raro trovare tale binomio tutto al femminile: Marina Dionisi e Brunilde Cassoli sono due donne accomunate dalla passione per la dimensione esoterica delle cose. Marina è sensitiva e Brunilde l’ha “studiata”.
Marina, quando ha scoperto di avere capacità paranormali?
- Non c'è stato un momento particolare: come in molti processi della vita, anche qui non si può definire un inizio preciso. Forse che un bambino, quando nasce, si accorge di essere nato? Quando me ne sono accorta, faceva semplicemente e naturalmente parte di me. Mi accorgevo, semplicemente, che i bambini della mia età erano strani, diversi da me, non vedevano e non capivano cose che per me erano ovvie. Anticipavo le risposte alla maestra, prima che facesse una domanda… e per me era tanto divertente! I miei non si sono mai spaventati, hanno sempre e solo cercato di salvaguardarmi dalla curiosità della gente.
Quanto incide sulla vita quotidiana essere sensitivi?
- Non è facile essere sensitiva ed accettare di esserlo, perché comporta vivere e vedere la realtà in maniera diversa. Non dico più profonda, ma semplicemente diversa. Non vuol dire vivere più certezze o vivere una realtà più solida degli altri. Significa mettersi continuamente in gioco, dubitare delle proprie capacità, mettersi in dubbio come donna, moglie, e soprattutto madre. E cercare ogni giorno di più di capirmi, spiegare, trovare una risposta. Vuol dire combattere ogni giorno contro il cinismo, l'incredulità, la diffidenza della gente. Vuol dire essere consapevole che non tutti sono disposti ad accettarti perché questa diversità fa paura e a volte è così temuta da essere rifiutata.
A volte, osservando le altre persone, mi capita di pensare a come sarebbe stata la mia vita se non avessi avuto questa diversità. Sì, mi dico, certamente sarei stata molto più serena e forse la mia vita avrebbe preso una strada completamente diversa ma... no! Voglio essere me stessa, sempre, in qualsiasi momento!
Cosa significa “vedere la realtà in maniera diversa”?
- Intendo dire che percepisco la realtà in maniera più completa. Si ricorda di quando Rebecca (nel romanzo) sente “l'odore della morte” nel neonato? Secondo i Cinesi le persone hanno "l'odore dell'età"… non è forse la stessa cosa che ho detto io?
Inoltre, quando dico "vedere" la realtà in maniera diversa, intendo anche dire "sentire, avvertire" la realtà in maniera diversa da come la sentono ed avvertono gli altri. La vedo in maniera più completa perché avverto anche le vibrazioni che, appunto, non tutti riescono - o vogliono, per paura - avvertire.
Cosa significa “avrebbe preso una strada completamente diversa”?
- Se non fossi stata sensitiva, la mia vita sarebbe stata molto diversa perché avrei sofferto molto meno per questa mia diversità... e non scordiamoci che, essendo una donna, sono per natura molto più sensibile di un uomo.
Che cosa sono queste “vibrazioni” che lei avverte?
- Viviamo immersi nelle vibrazioni: vibrazioni emesse dagli oggetti così come dagli esseri viventi. Non ci stupiamo se un orologio funziona grazie alle vibrazioni di un minerale, il quarzo, così come non ci stupiamo se un acuto infrange un bicchiere di cristallo o se una sirena ci fa tremare i timpani... e allora, perché negare che le vibrazioni esistono, che ci possono "colpire" ed interagire con quelle che emaniamo?
Quale tipo di spiegazione si è data?
- Innanzi tutto vorrei chiarire che non sono né un professore, né un biologo né -tanto meno - un fisico o quant'altro. Studio questo argomento facendo ricerche su vari libri (dalla biologia alla fisica, alla medicina, alla biofisica, all'energetica, all'agopuntura, alla cultura orientale ecc.) perché mi riguarda e mi appassiona ed a volte in un libro trovo solo una riga che, unita al resto, serve a coprire un altro spazio di quel puzzle che sto costruendo sul paranormale.
Credo che sia gli oggetti sia le persone "scambino ed entrino in sintonia" con le vibrazioni degli altri oggetti e delle persone che stanno loro accanto. Quanto agli oggetti, già abbiamo parlato del quarzo e delle sue vibrazioni (ma non è solo questo minerale... tutto vibra!). Quanto alle persone, penso che anche noi emaniamo vibrazioni e quelle più potenti sono quelle del cervello.
Come ha incontrato Brunilde Cassoli?
- Ho inviato al Dottor Cassoli del Centro Studi Parapsicologici di Bologna il mio romanzo (Il dono di Rebecca, ed. Deinotera Editrice) con la speranza che mi contattasse. Avevo bisogno di certezze, di sapere, di capirmi. Logicamente, non tutto quello che vi è scritto è vero... ma sapevo che il Dottor Cassoli avrebbe saputo discernere il vero dalla fantasia. Dopo un anno, mi ha contattata: per vari motivi non aveva letto il mio romanzo, ma ora avrebbe voluto conoscermi. Ero emozionata! Fin da quando ero ragazza desideravo di poterlo conoscere, potergli parlare. Mi ha dato un appuntamento ed a quell'appuntamento ne sono seguiti tanti altri. Che dire del Dottor Cassoli e della Signora Brunilde? Due veri signori, due persone squisite! Con loro non mi sono mai sentita a disagio, sono riusciti a farmi sentire sempre me stessa. Spesso, la scienza determina la perdita della coscienza e della sensibilità; nel Dottor Cassoli ho trovato, oltre una persona validissima a livello professionale, una grande umanità.
Perché non vuole farsi fotografare e vuole rimanere nell'anonimato?
- Sono una donna come tante e come tale sono gelosa dei miei spazi, della mia famiglia e dei miei amici. Voglio solamente salvaguardare la mia privacy.
Usa i suoi poteri per aiutare gli altri?
- Non "uso" le mie particolarità (per carità, non sono poteri!) perché questo tipo di capacità non può essere gestito con sicurezza. Sono state le circostanze a permettermi di aiutare qualcuno.
Per esempio?
- Una mattina mi alzai dicendo a mio marito che "vedevo" che si sarebbe fatto male, "sentivo" che urlava, che si sarebbe rotto qualcosa all'altezza del basso torace. Mio marito, conoscendomi, restò alquanto scosso: non sapeva cosa fare, doveva correre a lavorare ed allo stesso tempo temeva il peggio. Alla fine decise di restare a casa, avvisando i colleghi dell'ufficio che avrebbe recuperato le ore un altro giorno. Ero molto preoccupata ed anche lui, vedendomi così ansiosa, si fece prendere dall'angoscia. Lo feci restare tutto il giorno a letto, di modo da evitare qualsiasi caduta, scivolone o qualsivoglia contusione. La sera tardi, finalmente tranquillo e convinto di aver scampato il pericolo, si alzò dal letto e piano piano andò in sala a vedere la televisione, mentre preparavo la cena. Improvvisamente starnutì con violenza (era allergico al velluto dei divani) e dette un urlo terrificante. Restai immobilizzata dalla paura... in ospedale diagnosticarono tre costole rotte!
I suoi desideri e le sue scelte, sono stati condizionati dall’essere sensitiva?
- Sapere di più può fare soffrire di più, soprattutto se si è una donna; sono sempre stata istintiva ed ho sempre seguito il mio cuore in ogni scelta. Ho sempre vissuto come tutti gli altri, cercando semplicemente la felicità.
Conosce altri sensitivi di persona?
- Ho conosciuto soltanto Gustavo Rol, quando ero bambina: rimasi colpita dalla sua signorilità e dalla sua sensibilità. Non ho mai conosciuto altri sensitivi.
Parecchi anni fa ho conosciuto un signore che aveva spesso dei "déjà-vue", ma si spaventava talmente, che ogni volta che accadeva quello che aveva "visto" gli venivano attacchi di panico. Era un ottimo sensitivo, cercai di aiutarlo, ma si convinceva sempre di più di "avere qualche rotella fuori posto!" Gli consigliai di andare da Cassoli, ma non volle mai farlo, temeva di sentirsi dire che era pazzo. Non l'ho più visto, ma spero che abbia imparato ad accettarsi e a coltivare queste sue capacità.
Che cosa le piacerebbe aver previsto?
- La vittoria dell'Italia ai mondiali! Ma ho vissuto le partite con le stesse emozioni degli altri, finendo per far sopravvalere la mia parte istintiva su quella sensitiva.
Da dove vengono queste doti? Si possono "allenare"?
- Penso che queste capacità siano "naturali" e facciano parte integrante dell'uomo e della sua essenza. Credo che nel periodo primitivo tutto questo fosse normale, così come la telepatia. L'evoluzione e la civiltà hanno portato i loro vantaggi, ma ci hanno anche fatto perdere qualcosa per strada.
Se una persona ha queste capacità può raffinarle, grazie anche ad una guida giusta come quella che ho avuto io dai coniugi Cassoli che mi hanno aiutata a non sentirmi sola.
Un giorno ridiventerà normale avere percezioni extrasensoriali?
- Chissà! Sarebbe bello! Purtroppo, la modernità ci porta a guardare fuori di noi mentre l'intuizione ci fa scrutare nella nostra parte più profonda... vedremo se saremo capaci di ritrovare noi stessi.
Cosa vede nel futuro dell'umanità?
- Ho fiducia nell'Uomo e nelle sue capacità, quindi credo che potrà ancora stupirci con le sue scoperte.
Che cosa, secondo lei, è urgente migliorare?
- C’è bisogno di tempo, c'è poco tempo per tutto: tanto per le cose futili quanto per quelle importanti. Le persone devono recuperare ed imparare a crearsi il proprio tempo.
La studiosa di Bologna
Brunilde Magnani, con suo marito Piero Cassoli - fondatore nel 1954 del Centro Studi Parapsicologici di Bologna e recentemente scomparso - ha trascorso gran parte della vita fra i misteri di una dimensione sconosciuta dell’esistenza. Fra le persone “studiate” c’era proprio Marina Dionisi, con cui parliamo in queste pagine.
Quando ha cominciato a interessarsi all’argomento?
- Negli anni ’70 Franco Moccagatta conduceva alla radio la trasmissione “Chiamate Roma 3131”. Mio marito, che faceva il medico ma era anche affascinato e studioso del “paranormale”, veniva spesso interpellato in diretta. Lui spiegava che quegli “strani” fenomeni che succedevano a qualcuno, in fondo facevano parte del mondo e che bisognava accostarsi ad essi senza timore. Fu così che un giorno ci recapitarono un intero sacco delle Poste con 15 mila lettere di persone che non solo erano interessate all’argomento, ma lo ringraziavano perché la sua era una voce “amica” che entrava in casa e che finalmente parlava di ciò di cui loro non potevano, senza essere presi per matti. Da quella volta anche a me si è aperto un mondo.
Chissà quanti soggetti avete studiato…
- Mio marito era stato il primo a “scoprire” Pasqualina Pezzola nel 1951, nel momento in cui i suoi poteri “diagnostici e terapeutici” raggiunsero l’apogeo. Le sue diagnosi erano veramente sconcertanti.
Dicono che fosse consultata da personaggi come Fellini e Zeffirelli, ma fu interpellata anche quando i papi Pio XII e Giovanni XXIII stavano per morire…
- Non abbiamo seguito solo lei: fra le centinaia di persone che si sono rivolte a noi, il 5 per cento aveva davvero capacità straordinarie, anche se inspiegabili in termini strettamente scientifici.
Ricorda qualche esempio?
- Luisa Codicini “leggeva” i pezzetti di stoffa e gli oggetti e diceva tutto sulla persona a cui appartenevano. Venia Sprega invece faceva l’esperimento della “sedia vuota”, cioè sceglieva sulla piantina di un teatro la fila e il numero del posto e prevedeva avvenimenti che riguardavano lo spettatore che vi si sarebbe seduto.
E la Dionisi?
- Marina Dionisi è una veggente straordinaria: noi le abbiamo mostrato foto di persone in vita, note e anche sconosciute. Nessuna di queste era presente quando lei faceva le “visualizzazioni”, ma le successive verifiche hanno dato risultati strabilianti.
P.B.
Il Giornale online "Gufetto" dedica una pagina a "Il dono di Rebecca"

di Ilario Pisanu
FertiliLinfe, trimestrale di letteratura, arte e cultura dedica una recensione a "Il dono di Rebecca"

La narrazione è coinvolgente, con descrizioni sensoriali dell'ambiente che trasportano in un mondo legato al mito e alle percezioni extra sensoriali, riuscendo a far penetrare il lettore nella realtà del personaggio.
Il rapporto con la tangibilità delle sue percezioni è vissuto come normalità, ma diviene ben presto incomprensibile e rifiuto da parte di chi si trova ad essere testimone.
Rebecca, grazie agli affetti familiari, riesce a convivere con il suo dono imparando a gestirlo per non travolgere gli altri in situazioni per loro inspiegabili.
In alcune occasioni fornisce dei chiarimenti prendendo spunto dalla scienza e riuscendo ad infondere un senso di sicurezza e tranquillità.
Ogni capitolo è una storia che segue le fasi dell'esistenza di Rebi, così viene affettuosamente chiamata in casa, il cui filo conduttore è sempre la vita, il rapporto con i genitori e il nonno, quest'ultimo figura carica di complicità e dolcezza nei confronti della nipote.
Il linguaggio è in continua evoluzione, dal presente narrato catapulta in realtà parallele, come accadrebbe all'aprirsi di una botola sotto i piedi precipitandovi dentro, senza però subire il trauma della caduta. Una visione del paranormale diversa dalle solite in cui si materializzano spettri che divengono mostri da affrontare e che terrorizzano creando stati di violenza
Piuttosto una percezione di realtà del passato e del futuro, di sogni e segreti. Questo libro non ha la pretesa di creare un racconto secondo i canoni classici del romanzo, ma la finalità di descrivere le esperienze di una sensitiva e quello che comportano, dal riuscire a percepire il pericolo in cui si trovano le persone potendole salvare da morte certa, alla collaborazione con le forze dell'ordine per risolvere casi complessi, situazioni utilizzate per avvicinare il lettore ad una condizione in cui la vita si traduce in una convivenza normale con quello che solitamente è ritenuto anormale.
di Chiara Colaiacomo
"L'Occhio che" dedica un articolo a "Il dono di Rebecca"

Il dono di Rebecca (Deinotera Editrice, Roma 2006) narra la storia di Rebecca, le cui facoltà di sensitiva si manifestano sin da bambina, portandola negli anni a convivere con quello che alcuni considerano un dono, altri una condanna che indirizza inesorabilmente ad una "ghettizzazione" indotta da una collettività spesso ben piantata a terra.
L'intreccio fra tangibile e percezione assume nella protagonista un sapore familiare, grazie anche all'apporto delle figure a lei vicine, e le spiegazioni degli eventi vengono a volte avallate da riscontri scientifici, altre volte si perdono nel sensoriale di una visione paranormale che non mira, come la letteratura del settore fa, a stupire con mostri che si materializzano da altre dimensioni (vedi thriller parapsicologici), bensì rende partecipe il lettore con un linguaggio coinvolgente in grado di condurlo, riga dopo riga, nella profondità dell'animo della stessa Rebecca.
Così, presente reale e presente parallelo si sovrappongono, lasciando come in un cross over psichico, all'interno di ogni dimensione i cenni dell'altra.
Marina Dionisi, studiosa dell'Energia e del Paranormale, al suo esordio letterario ha saputo cedere agli altri le proprie esperienze di vita, racchiudendo in un romanzo avventura, mistero, suspense, dove nulla è come sembra e ad esistere non è solo il visibile.
In un tempo leggendario figure come la Sibilla Cumana rappresentarono il mito riconosciuto e accettato; nel mondo odierno il fascino mitologico si è perso, lasciando solo un sentimento di rifiuto per il "diverso".
Ma l'andare "oltre" le frontiere può persino trasformare un lettore in Argonauta dell'ignoto.
di Simone Colaiacomo


